NO G7. Il Controvertice: «L’economia di guerra è un cattivo affare»

NO G7. Il Controvertice: «L’economia di guerra è un cattivo affare»

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Incontri pubblici e corto ieri a Fasano, oggi nuova manifestazione. Mentre i sette mettevano a punto la dichiarazione finale, gli attivisti di Extinction Rebellion si si incatenavano ai cancelli del media center

 

Le contestazioni contro il G7 ieri sono proseguite su più fronti in Puglia. Gli attivisti assicurano una partecipazione unitaria alla manifestazione che si svolgerà oggi pomeriggio a Fasano, in provincia di Brindisi, capofila i Cobas. Intanto, il contro G7, ieri, è cominciato in mattinata con la conferenza del Tavolo di Coordinamento NoG7 su «Guerre e risvolti economici ed energetici», a masseria Refrigerio a Ostuni. Tanti i contenuti. Dal corpo delle donne come bottino di guerra, di cui ha parlato Lia Caprera, attivista femminista, alla militarizzazione delle scuole e delle università, approfondito da Maria Pastore e dallo scrittore Antonio Mazzeo.

Con Andrea Catone della rivista Marx21 si è discusso della parabola bellica del G7, «una grande operazione per giustificare la guerra». Renato Di Nicola della Campagna nazionale per il clima fuori dal fossile ha approfondito il rapporto tra le guerre e i combustibili. Presente anche l’attivista di No Base Né a Coltano né altrove, Kevin Speranza, contro la militarizzazione dei territori a partire dall’esperienza toscana.

Nel pomeriggio, alcune decine di manifestanti di Extinction Rebellionsi si sono incatenati davanti ai cancelli del media center allestito per il G7 in segno di protesta contro la «narrazione sul clima». Intanto, nel municipio del comune di Fasano (dove si trova il resort Borgo Egnazia), il Contro Forum G7, con lo slogan «Voi 7 – Noi 8 miliardi» (costituito da numerose associazioni, tra cui l’Arci, l’Anpi, Link, Udu, Un ponte per, Legambiente, Libera, capofila la Cgil) ha tenuto una conferenza stampa «L’economia di guerra è un ‘cattivo affare’», con cui è stato presentato un documento politico: «È evidente come la guerra e non la cooperazione sia il modo con cui i paesi del G7 intendono governare. Noi siamo la società civile e diciamo no». Il pomeriggio è proseguito con la manifestazione.

* Fonte/autore: Maria Cristina Fraddosio, il manifesto



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