Disfatta storica per la Merkel vola la Spd, Cdu mai così in basso

BERLINO – È la piccola Stalingrado di Angela Merkel, può indurre a una ritirata sul fronte del rigore a livello europeo. A 48 ore dal vertice-lampo di domani sera alla Cancelleria con Franà§ois Hollande che verrà  a chiedere più sviluppo economico e occupazione e non solo tagli, il vento francese soffia su Berlino. Alle elezioni nel Nordreno-Westfalia – Nrw, lo Stato più popoloso della Repubblica federale, cuore industriale, operaio e nucleo duro politico della democrazia postbellica – il partito della Cancelliera ha incassato una disfatta doppia rispetto alle previsioni. Trionfa la Spd che sullo sfondo della crisi europea chiede più solidarietà  ai partner Ue e più sforzi per crescita e occupazione, e insieme ai Verdi ottiene la maggioranza assoluta. E con il grande successo personale della popolarissima, riconfermata governatrice Hannelore Kraft emerge a Duesseldorf anche una potenziale rivale donna per contendere la guida del paese alla conservatrice “donna più potente del mondo” alle elezioni politiche federali, previste per settembre 2013. Per la prima volta nell’era Merkel, gli elettori tedeschi hanno colpito al cuore la linea dura europea della cancelliera, e cambiato i rapporti di forza nel continente.
I risultati, fotografati dalle elaborazioni di solito precisissime delle reti tv pubbliche sugli exit poll, sono quasi quello che i francesi chiamano un raz de marée, un terremoto-svolta. La Cdu crolla dal 34 per cento ad attorno al 26 per cento, perde cioè più del doppio dei consensi rispetto agli ultimi sondaggi prima del voto. È uno schiaffo personale per Merkel, perché il capolista era il suo pupillo, ministro federale dell’Ambiente Norbert Roettgen, l’artefice dell’addio al nucleare.
La Spd di Hannelore Kraft ha vinto rifiutando il rigore a oltranza per evitare disoccupazione e povertà  di massa nello Stato. Vola al 38,8-39 per cento, crescendo di 4,5 punti. Insieme ai Verdi, stabili tra l’11,9 e il 12, dovrebbe avere la maggioranza assoluta. Kraft quindi governerà  con tutti i numeri in pugno, non più con un esecutivo di minoranza. Avanzano i liberali (Fdp, junior partner di Merkel a livello federale), volano al 7,7 i Pirati, che continuano la loro serie di successi. La Linke, sinistra radicale, crolla al 2,8 ed esce quindi dal Landtag, il Parlamento dello Stato.
«La cancelliera esce chiaramente indebolita sul piano europeo», dice l’intellettuale conservatore Michael Stuermer, storico ed ex consigliere di Helmut Kohl per l’Europa. Clima pesante, dunque, nel centrodestra al governo a Berlino. «Adesso non ha più i partner contro il suo rigore, ma anche il governo del Bundesland più grosso», continua Stuermer. E aggiunge: «Chiaramente dovrà  accettare concessioni e compromessi con Hollande o con Monti. È una grande realista e tatticista, lo farà , ma con cautela. Proporrà  un patto di crescita con i fondi regionali ma insistendo su riforme di struttura alla Monti. Cercherà  di trasformare una sconfitta a casa in un successo in Europa. Puntando a impedire una maggioranza Spd-Verdi, ma nel 2013 una grande Coalizione, quindi compromessi con la Spd dei tecnici Steinmeier, Steinbrueck e simili è lo scenario più probabile, l’obiettivo più raggiungibile per la cancelliera».


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