Per le spese militari l’austerity non esiste

Per le spese militari l’austerity non esiste

Le spese militari non conoscono austerità. All’interno del budget del ministero dello Sviluppo economico per il 2015, nel capitolo “Partecipazione al Patto atlantico e ai programmi europei aeronautici, navali, aerospaziali e di elettronica professionali”, sono stati stanziati 2 miliardi 800 milioni (200 milioni in più rispetto all’anno scorso) per i caccia Eurofighter e altri investimenti aeronautici (in totale 1,4 miliardi), per le fregate Fremm (778 milioni più 60 di mutui) e il programma di blindati Vbm.

Nonché 140 milioni per il programma pluriennale da 6 miliardi per le nuove navi della Marina. Le organizzazioni Sbilanciamoci e Rete Disarmo hanno calcolato una spesa complessiva, per quest’anno, di 23 miliardi e mezzo.

Dettaglio finale: il fondo per le missioni internazionali di pace, incrementato di 850 milioni (per 2015 e 2016), avrà un canale preferenziale. A differenza degli anni scorsi, infatti, i soldi arriveranno subito, senza bisogno dell’approvazione del Parlamento.



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