Abdel­ma­jid «in Italia il giorno della strage»

L’inchiesta. Troppi dubbi intorno all’arresto del 22enne marocchino accusato per l’attentato al Bardo

Vito Torre, il manifesto redazione • 22/5/2015 • Copertina, Guerre, Armi & Terrorismi • 602 Viste

I primi dubbi sono nati subito dopo il suo arre­sto. Troppe incon­gruenze, troppe falle nella rico­stru­zione fatta dalla pro­cura di Milano e che dipin­geva Abdel­ma­jid Touil come uno dei ter­ro­ri­sti che il 18 marzo scorso pre­sero d’assalto il museo del Bardo a Tunisi pro­vo­cando la morte di 22 turi­sti tra i quali 4 ita­liani. Certo, gli accer­ta­menti non sono ancora finiti e tutto può essere, ma sem­bra pro­prio che il gio­vane maroc­chino di 22 anni arre­stato due giorni fa a Gal­late, in pro­vin­cia di Milano, con il ter­ro­ri­smo inter­na­zio­nale c’entrerebbe poco. «Il 16 e il 17 marzo era al suo posto a scuola, e lo stesso il 19 marzo», hanno con­fer­mato ieri gli inse­gnanti dell’Istituto R. Fran­ce­schi di Trez­zano sul Navi­glio, dove Touil si è iscritto per impa­rare a par­lare ita­liano. Si tratta dei giorni imme­dia­ta­mente pre­ce­denti e di quello suc­ces­sivo all’attentato, e le parole dei docenti sono con­fer­mate anche da quanto risulta scritto sui regi­stri sco­la­stici. Il che esclu­de­rebbe quanto meno la par­te­ci­pa­zione di Touil all’attentato «a meno che — spiega un’insegnante — non abbia preso un aereo all’andata e al ritorno».

Cosa impro­ba­bile, visto che il gio­vane maroc­chino non aveva un docu­mento valido che gli con­sen­tisse di fare avanti e indie­tro con la Tuni­sia. «E’ in corso un’attenta veri­fica da parte dell’autorità giu­di­zia­ria mila­nese, soprat­tutto in merito all’alibi for­nito», dice con pru­denza il pro­cu­ra­tore nazio­nale anti­ma­fia Franco Roberti dal quale dipen­dono anche le inda­gini sul ter­ro­ri­smo inter­na­zio­nale.
Pru­denza, dun­que, anche per­ché i magi­strati mila­nesi avreb­bero accer­tato che Touil si sarebbe tro­vato in Ita­lia anche il 18 marzo, giorno dell’attentato.

Men­tre le inda­gini pro­se­guono, l’arresto del pre­sunto ter­ro­ri­sta si tra­sforma in un altro caso imba­raz­zante per Ange­lino Alfano. Nono­stante più di un indi­zio sug­ge­risse qual­che dub­bio, rife­rendo alla Camera ieri mat­tina il mini­stro degli Interni ha salu­tato come «un suc­cesso» l’arresto di Touil. «Gli svi­luppi inve­sti­ga­tivi potranno aiu­tare a com­ple­tare il qua­dro infor­ma­tivo e a fare pie­na­mente luce su ogni det­ta­glio della vicenda, anche chia­rendo quale ruolo abbia effet­ti­va­mente svolto Touil nella strage del 18 marzo», ha detto il mini­stro. Che poi ha sca­ri­cato ogni respon­sa­bi­lità sui ser­vizi tuni­sini quando le incon­gruenze hanno comin­ciato a farsi pesanti. «Abbiamo ese­guito un man­dato di arre­sto inter­na­zio­nale sulla base di inda­gini svolte da un altro paese con cui abbiamo col­la­bo­rato», ha sot­to­li­neato Alfano. E il van­tato suc­cesso inve­sti­ga­tivo? Per il mini­stro è alla Tuni­sia «che si deve fare la domanda».
Se gli accer­ta­menti in corso in pro­cura a Milano doves­sero con­fer­mare l’estraneità di Touil, forse da parte del governo ita­liano qual­che domanda alla Tuni­sia andrebbe fatta.

Ieri da Tunisi sono con­ti­nuate ad arri­vare noti­zie che col­le­gano il 22enne maroc­chino all’attentato al Bardo. Secondo que­ste fonti, riprese dai media del Paese, il giorno della strage Touil avrebbe incon­trato Yas­sine Laa­bidi e Jabeur Khach­naoui, i due ter­ro­ri­sti uccisi in seguito dalle forze spe­ciali. L’incontro sarebbe avve­nuto in place Pasteur, e Touil si sarebbe diretto con i due atten­ta­tori verso il Bardo. Con loro ci sarebbe stato anche un certo Oth­mane.
Secondo i media tuni­sini l’11 marzo Touil avrebbe inol­tre preso parte alla seconda riu­nione della cel­lula ter­ro­ri­stica, nella quale si è deciso di inca­ri­care Med Amine Gue­bli e Elyes Kachroudi di for­nire le armi agli assa­li­tori.
Un’immagine molto lon­tana da quella che in que­ste ore sta uscendo dalle rico­stru­zioni fatte dagli inqui­renti ita­liani e dalle testi­mo­nianze di chi cono­sce il gio­vane maroc­chino. Come molti migranti anche Touil è arri­vato in Ita­lia a bordo di una bar­cone par­tito dalla Libia. Espulso dopo esser stato iden­ti­fi­cato, anzi­ché tor­nare indie­tro si è diretto in Lom­bar­dia, dove vive la madre insieme a un fra­tello una sorella di Touil. Lui, il più pic­colo della fami­glia, con in mano una foto­co­pia del pas­sa­porto il 6 marzo fa un incon­tro pre­li­mi­nare per acce­dere alla scuola di ita­liano di Trez­zano sul Navi­glio, che poi comin­cia a fre­quen­tare rego­lar­mente. Oggi nel car­cere di san Vit­tore si terrà l’udienza di con­va­lida dell’arresto.

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