Le 8 mila scuole fuori uso

Pubblicata (20 anni dopo) l’anagrafe dell’edilizia Il record delle costruzioni «non attive» in Sicilia, Lazio e Sardegna
 

Alessandra Arachi, Corriere della Sera redazione • 8/8/2015 • Ambiente, Territorio e Beni comuni, Copertina, Istruzione & Saperi • 526 Viste

Ci sono quasi 43 mila edifici scolastici in Italia: uno su cinque «non è attivo». E non si capisce bene se «non attivo» voglia dire abbandonato, diroccato o cosa altro. I misteri dell’edilizia. Al ministero dell’Istruzione hanno già faticato non poco ad avere dai Comuni e dalle Province (soprattutto dai Comuni che sono proprietari del 77 per cento degli edifici) i dati per realizzare l’anagrafe scolastica. Il resto degli edifici sono di proprietà delle Province, ma ben il 2 per cento appartiene a società e privati.
Una legge del 1996
L’anagrafe scolastica è prevista dall’articolo 7 della legge numero 23 del 1996. È da allora che avrebbero dovuto farla. «E finalmente ci siamo arrivati», ha detto ieri mattina il ministro Stefania Giannini, presentando i dati di questo lavoro che sono già accessibili a tutti sul portale del ministero dell’Istruzione.
Poi il ministro Giannini ha aggiunto: «Questi dati dell’anagrafe sono la base di partenza per la programmazione degli interventi negli edifici scolastici. Abbiamo stanziato risorse per oltre 3 miliardi e mezzo. Di questi, 40 milioni vengono stanziati oggi per avviare diagnostiche sui solai di 7 mila scuole».
Edifici d’epoca
Il 55 per cento dei palazzi dove studiano i nostri figli ha più di quarant’anni. E l’1 per cento (430) è stato costruito addirittura prima del 1800. Soltanto una scuola su tre è stata realizzata dopo il 1976 ed è abbastanza evidente come tutto questo crei non pochi problemi per la manutenzione delle strutture e per la sicurezza.
Rischio incendi
Ma a proposito di sicurezza, quello che più preoccupa nell’anagrafe scolastica sono le certificazioni. Soltanto il 39 per cento delle scuole ha il certificato di agibilità/abitabilità, mentre soltanto il 49 per cento ha quello di collaudo statico. Ma bisogna leggere tutto, per bene, per capire: questo certificato è diventato obbligatorio dal 1971. E abbiamo già visto come circa la metà delle scuole siano state costruite prima di questa data.
Dunque dal Miur garantiscono che questi certificati ci sono per tutti e vengono rilasciati anno per anno. Bene, ma allora la domanda è un’altra: perché il 50 per cento delle scuole non ha il nulla osta provvisorio di prevenzioni incendi?
Senza barriere
C’è ancora da fare, però qualcosa è stato fatto. Non è di poco rilievo notare che in Italia ben tre scuole su quattro siano prive di barriere architettoniche. Con più precisione: il 78 per cento ha l’accesso con le rampe e il 74 per cento si è dotata di porte di larghezza minima di 90 centimetri, per far così passare le carrozzine.
Nel 70 per cento delle scuole, inoltre, esiste un servizio igienico dedicato ai disabili e in un altro 48 per cento ci sono mezzi meccanici per far accedere le carrozzine nell’edificio (ascensori, servo scala e piattaforma elevatrice).
L’innovazione
Proprio ieri il ministro Giannini ha firmato, oltre al decreto per le indagini su solai e controsoffitti, quello che stanzia 300 milioni per costruire trenta scuola innovative, almeno una per ogni regione d’Italia. Saranno scuole innovative dal punto di vista della tecnologia dell’efficienza energetica e dell’impiantistica. Ci saranno inoltre nuovi ambienti di apprendimento. Il provvedimento prevede un riparto delle risorse a livello regionale.
La trasparenza
«Non è stato assolutamente facile realizzare questa anagrafe perché c’erano molte resistenze e molte difficoltà per ottenere i dati delle scuole da parte degli enti locali», ha detto il sottosegretario Davide Faraone. E ha aggiunto: «Adesso finalmente c’è trasparenza sugli edifici scolastici e c’è una programmazione nazionale unica che prima non esisteva, così come non esisteva la visione complessiva che ci fornisce l’anagrafe».
I dati sono online sul sito del ministero e si potranno consultare dal computer facendo un clic sulla sezione «La scuola in chiaro» e poi subito dopo cliccando sull’icona «edilizia». Una prima parte dei dati saranno disponibili già da lunedì prossimo, mente altri a partire da gennaio.
Alessandra Arachi

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