«Bombardare non è tabu». L’unità che vuole il governo

«Bombardare non è tabu». L’unità che vuole il governo

Camera. Fuori dall’aula i ministri cantano la Marsigliese. Dentro la sinistra attacca: anche durante il G20 qualcuno bombarda le file curde in lotta contro Daesh. Renzi dalla Turchia: «Serve una risposta equilibrata» Gentiloni: a fianco dei fratelli francesi

ROMA. La ministra della Difesa spiega che la partecipazione dell’Italia ai bombardamenti contro il Daesh «non è un tabu», il presidente del Consiglio invita ad evitare reazioni istintive, preferisce «una risposta strategica, saggia, equilibrata». Forza Italia chiama a una nuova battaglia di Lepanto, un fronte cristiano contro il mondo islamico da stringere stavolta con la Russia, mezzo millennio dopo. E tutti invocano l’unità nazionale di maggioranza e opposizione di fronte al terrorismo.
Di fronte al terrorismo la politica italiana non esce dalla trappola della campagna elettorale continua. Il ministro dell’Interno che non vuole cadere nella trappola del Califfo, precipita in quella del segretario della Lega nord e gli scappa di accusarlo di tifare per gli attentatori. Poi davanti al parlamento fa i conti di poliziotti, carabinieri, finanzieri e militari delle forze armate che sono o stanno per arrivare a Roma, e raggiunge quota 30mila. Che significa otto divise per chilometro quadrato nell’intero territorio cittadino, per tre turni 24 ore su 24. Ma il Movimento 5 stelle esige nuove assunzioni per le forze dell’ordine “sotto organico”, vuole che vengano richiamati i militari dall’Afghanistan per schierarli «a difesa del nostro territorio» e suggerisce la creazione di «corpi d’élite nei servizi segreti». Qualcosa, adesso, sarà aggiunto nella legge di stabilità.

Davanti all’ingresso della camera dei deputati, parlamentari di maggioranza e opposizione, ministre e ministri, si fermano in silenzio in piedi ad ascoltare la Marsigliese, Fratelli d’Italia e l’Inno alla gioia. Poi, nell’aula di Montecitorio, c’è un ultimo minuto di silenzio prima delle comunicazioni del governo.
Sostiene il ministro degli esteri Gentiloni che l’Italia risponderà agli attacchi di Parigi «insieme ai fratelli francesi». Che per il momento sono insieme a turchi, australiani e americani e in Siria bombardando. Dice Gentiloni che «la forza del terrorismo sta anche negli errori che ha fatto l’occidente nel passato», che in Siria «serve una transizione politica per allontanare il dittatore Assad senza creare un vuoto che sarebbe riempito da Daesh». E i russi «possono essere fondamentali». Dice Renzi dal G20 di Antalya, in Turchia, che «il terrorismo non è un problema che si risolve con uno schiocco delle dita. Il principio italiano, riportiamo la Russia al tavolo della discussione, sta finalmente portando risultati». Dice il capogruppo dei deputati di Forza Italia Brunetta, dall’aula della camera, che non basta, «l’Italia deve promuovere la rinuncia unilaterale dell’Unione europea alle sanzioni contro la Federazione russa». C’è una polemica anche nel lutto: «Oltre alla Marsigliese, io ho cantato in cuor mio l’inno russo in ricordo delle vittime dell’aereo abbattuto sul Sinai, anche quello dai terroristi dell’Isis».

Mentre il suo ministro dell’Interno si accapiglia con Salvini, tra radio televisioni e hashtag, Renzi aggiunge che «dire che in Italia stanno arrivando troppi immigrati è una banalizzazione. Qualcuno sta facendo l’equazione facile rifugiati uguale terroristi, ma il punto è che la quasi totalità dei rifugiati sta scappando dagli stessi terroristi in azione nelle nostre città». Poi, lui che guida un governo di già larghe intese, ripete il suo invito all’unità nazionale: «Rinnovo l’appello alle forze politiche perché su questo tema non ci siano divisioni e litigi». Forza Italia risponde con le sue condizioni per «una nuova Lepanto» e con un’altra formula politica: «Unità critica nella verità». In concreto il governo preferisce non chiedere nessun voto al termine delle comunicazioni, nessuna mozione nell’aula della camera. Niente conta, niente divisione. Al capogruppo del Pd Rosato sfugge un ragionamento complicato — il successo dell’Expo avrebbe dimostrato la capacità italiana di proteggersi dai terroristi — e una polemica a cui proprio non può rinunciare con i 5 Stelle che (la famosa uscita di Di Battista) sembrarono giustificare i terroristi.
Grillini e opposizione di sinistra non pensano neanche per un attimo che l’invito all’unità possa riguardi. Però rinunciano anche loro a presentare mozioni che si sarebbero dovute votare. Il capogruppo della nuova Sinistra italiana Scotto fa notare che proprio in Turchia «mentre oggi si firmavano carte importantissime al G20, qualcuno bombardava le file curde in prima linea nella lotta al Daesh». Il 5 Stelle Sorial aggiunge che l’Italia dovrebbe «interrompere ogni rapporto con le monarchie del Golfo che finanziano l’Isis. Mentre Renzi è andato a Riad solo qualche giorno fa».



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