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Vienna, linea dura “Soldati al Brennero contro i migranti”

L’Austria conferma la chiusura: “Serve più sicurezza” E oggi al confine i centri sociali faranno una marcia

CORRADO ZUNINO, la Repubblica • 3/4/2016 • Copertina, Diritti umani & Discriminazioni, Europa, Immigrati & Rifugiati • 938 Viste

L’Austria alza il suo muro e manda l’esercito a difenderlo. Il Brennero – dopo Lampedusa, dopo Gorizia – diventa la nuova frontiera di scontro sui migranti. Il ministro della Difesa austriaco, Peter Dosozil, ieri mattina ha annunciato al quotidiano tedesco Die Welt «controlli serrati al Brennero anche con l’utilizzo di soldati ». Raccogliendo un punto di vista che in Austria si è solidificato negli ultimi mesi, Dosozil ha spiegato: «Visto che i confini esterni dell’Unione europea non vengono efficientemente tutelati, l’Austria a breve metterà in sicurezza i suoi confini».

Il ministro degli Interni, Johanna Mikl-Leitner, ha ribadito: «I cittadini capiranno se ci saranno code alla frontiera del Brennero». A Vienna sono convinti che con l’accordo con la Turchia (i primi quaranta siriani arriveranno oggi in Germania) e la progressiva chiusura della rotta balcanica (in successione hanno fermato gli ingressi Macedonia, Serbia, Croazia e Slovenia), la presenza di migranti s’intensificherà sulla rotta mediterranea. «Sappiamo che nei prossimi giorni il tempo migliorerà e che centinaia di migliaia di persone si metteranno in cammino e per mare», sostiene il governo austriaco. Il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, ha aggiunto: «Protetti dal caos e dalla guerra civile in Libia terroristi di Isis e bande di trafficanti potranno diffondersi a pochi chilometri dalla costa sud dell’Europa».
Oggi al Brennero si svolgerà una temuta manifestazione guidata dai centri sociali del Nordest (Pordenone, Trento, Padova e Venezia sotto la sigla Overthefortress, “Oltre le fortezze”) che vede una partecipazione antagonista larga, da tutta Italia: Brescia, Torino, Parma, Ancona, Taranto, No Muos siciliani, giovani Verdi. L’organizzazione “Overthefortress” nel periodo di Pasqua ha mobilitato trecento attivisti per portare aiuto ai profughi nei campi di Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia. Come rivela in rete il centro sociale Arcadia di Schio (Vicenza), i “no fortress”, indossate pettorine arancioni, proveranno oggi a violare il confine italo-austriaco «per impedire che siano realizzati dispositivi che ostacolino la libera circolazione della persona». Dettagliano: «Lo faremo in tanti attraverso una manifestazione popolare, rifiuteremo qualsiasi tipo di controllo individuale o collettivo». I queste ore la frontiera è ancora sotto il Trattato di Schengen, quindi la circolazione resta libera: i controlli su uomini e mezzi scatteranno solo nelle prossime settimane. Polizia italiana e austriaca, comunque, sono già schierate per la manifestazione di oggi.
Settantacinque chilometri a sud del Brennero, nel centro di Bolzano, ieri pomeriggio 150 neofascisti di Forza Nuova uniti ad alcuni estremisti della destra tedesca (Ndp) hanno marciato da piazza Vittoria alla stazione ferroviaria guidati dallo striscione “Bolzano non sarà Calais. No alla tendopoli”. Nell’area la tensione è alta da giorni. La Rete contro i fascismi ha denunciato che venerdì sera, a Trento, dopo una serata organizzata per lanciare il primo festival trentino delle culture antifasciste, «un militante del centro sociale Bruno è stato attaccato a colpi di martello e coltello da un dirigente di Casapound». Casapound ha replicato parlando di legittima difesa del loro iscritto «di fronte al tentativo di attivisti di sinistra di sfondare la sua porta di casa dopo aver pestato un alto giovane di destra». Ieri alle 15,30, in piazza Pasi, sempre a Trento, presidio antifascista.

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