Facebookgate. Per Zuckerberg: «I dati degli utenti non sono totalmente al sicuro»

Il fondatore della piattaforma sostiene che l’indagine sullo scandalo Cambridge Analytica non sarà in grado di individuare tutti i dati usati senza il consenso di oltre 50 milioni di persone

Roberto Ciccarelli • 24/3/2018 • Libertà & Nuovi diritti, Scienze & Tecnologie • 441 Viste

Nella Silicon Valley prosegue la campagna di boicottaggio. Dopo Acton (ex WhatsApp) è il turno di Elon Musk. E anche i Massive Attack sospendono la loro pagina

I dati degli utenti Facebook non possono essere totalmente al sicuro. Lo ha sostenuto il fondatore e Ceo dell’azienda, Mark Zuckerberg in un’intervista al Wall Street Journal. L’indagine promossa dall’azienda dopo lo scandalo associato ai presunti abusi di Cambridge Analytica potrebbe aiutare a identificare e scoraggiare chi agisce contro le sue regole, ma non sarà in grado di rintracciare i dati usati senza il consenso di oltre 50 milioni di persone.

Facebook analizzerà decine di migliaia di app che hanno collezionato i dati, lo sforzo potrebbe costare «molti milioni di dollari», ha detto Zuckerberg. «Come ogni misura precauzionale sulla sicurezza, questa non è una soluzione antiproiettile. Non è che ogni processo di per sé porta sempre a scoprire ogni singola cosa» ma fungerà da deterrente per fermare gli sviluppatori dal «fare cose cattive» e a capire quali dati sono stati abusati. «Il punto di quello che stiamo cercando di fare è rendere molto più difficile per chiunque abusare dei dati». Zuckerberg ha ribadito la sua apertura nei confronti di una maggiore regolamentazione sulla pubblicità online: «Non c’è alcun motivo per cui il settore pubblicitario su internet debba avere standard di trasparenza inferiori rispetto a quello su pubblicità o carta stampata» ha aggiunto.

Ieri, al Nasdaq, Facebook viaggia sui minimi (-3% a 159,67 dollari). Nell’ultima settimana è calato del 13% del suo valore.

Zuckerberg ha ricevuto la richiesta di presentarsi al Congresso degli Stati Uniti, davanti alla commissione per l’Energia e il Commercio della Camera. Il repubblicano Greg Walden e il democratico Frank Pallone, presidente e numero due della commissione, hanno espresso preoccupazione sulla gestione delle informazioni degli utenti di Facebook. Nella lettera con la quale hanno invitato il Ceo a testimoniare, sostengono di aver apprezzato che Facebook abbia concesso un colloquio con alcuni suoi membri: «Molte domande sono rimaste ancora senza risposta», «il rappresentante di Facebook non era personalmente a conoscenza degli eventi precedenti al suo arrivo in Facebook». Zuckerberg è ritenuto essere «la persona giusta per testimoniare al Congresso». Il manager è stato invitato a conferire anche al parlamento europeo da Antonio Tajani, presidente dell’assise. Non c’è stata ancora una risposta. «La lettera è stata firmata l’altro ieri sera da me – ha detto Tajani – Però già abbiamo avuto la prima risposta dai suoi rappresentanti in Europa. Il mio gabinetto – precisa – li incontrerà nei prossimi giorni per vedere come e quando potrà venire a spiegare al Parlamento Europeo che cosa è successo».

Prosegue nel frattempo la campagna #deletefacebook che può diventare l’occasione di una guerra interna alla Silycon Valley. Elon Musk ha cancellato la pagina di Tesla e di SpaceX da Facebook, aderendo così alla campagna di boicottaggio a cui partecipa anche il fondatore di WhatsApp Brian Acton. La piattaforma è stata venduta a Facebook qualche anno fa:

Il gruppo di Trip Hop inglese Massive Attack ha sospeso la propria pagina:

In light of FB’s continued disregard for your privacy, their lack of transparency and disregard for accountability – Massive Attack will be temporarily withdrawing from FB

We sincerely hope they change their… https://www.facebook.com/massiveattack/posts/10156178119389257 

FONTE: Roberto Ciccarelli, IL MANIFESTO

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