Vaccini, autocertificazione prorogata a marzo 2019

Vaccini, autocertificazione prorogata a marzo 2019

L’anno scolastico sta per cominciare ma la legge che disciplina i vaccini continua a seminare incertezze e accendere allarmi incrociati. È stata una giornata di montagne russe e inversioni di marcia da parte della maggioranza. Mercoledì nel governo, si dice consigliati dagli onnipresenti esperti in comunicazione e spaventati da possibili conseguenze politiche in caso di contagi improvvisi, parevano decisi a confermare l’obbligo vaccinale.

POI È SPUNTATO un emendamento al Milleproroghe, ad opera dei relatori, che nei fatti ribadisce il contenuto della contestata circolare del ministero che riconosceva il valore legale delle autocertificazioni al fine dell’iscrizione scolastica.
L’escamotage ai più pare avere lo scopo di attenuare l’obbligo dei vaccini.

DUNQUE, TUTTO TORNA come fino a qualche giorno fa: non è necessario produrre documentazione bollata ma basta firmare un modulo col quale si assicura di aver adempiuto all’obblico vaccinale. Ciò accade mentre i Nas hanno scoperto le prime carte mendaci: il reato in questi casi è falso in atto pubblico. L’ex ministro Beatrice Lorenzin parla di «un movimento organizzato che predispone autocertificazioni false». La ministra della salute Giulia Grillo cerca di sminuire la questione. In serata diffonde gli esiti dei controlli, ringraziando l’operato delle forze dell’ordine e ribadendo l’impegno a far rispettare la legge.

I NUMERI, AL MOMENTO, non paiono allarmanti: gli atti irregolari sarebbero 22 su più di 800 autocertificazioni. La vera posta in gioco paiono essere quelle regioni che non hanno un’anagrafe dei vaccini facilmente consultabile.
Dalle opposizioni, tutte, protestano e fanno notare che un certificato medico non può essere oggetto di autocertificazione. Ma il sottosegretario alla salute Armando Bartolozzi cerca di ristabilire un principio di autorità: «L’obbligo vaccinale non è intaccato, la principale causa di caos sta nell’informazione distorta». Sul tema leghisti e grillini si scambiano i ruoli. Da una parte, ad esempio, il presidente del Veneto Luca Zaia difende il governo che «ha scelto legittimamente di verificare le autocertificazioni». Si dice sicura che «il ministro Grillo farà il meglio» e favorevole ai vaccini, invece, il ministro della difesa in quota M5S Elisabetta Trenta.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO Giuseppe Conte è costretto a spiegare: «Siamo intervenuti con un nuovo emendamento che assorbe quello precedente ed estende il regime individuato come transitorio per consentire l’avviamento dell’anno scolastico». «Questa è una fase in cui serve certezza del diritto, sgomberare il campo dalla confusione. Questo emendamento non sembra andare in tale direzione, continuando ad aumentare il caos che già regna nelle scuole», protesta l’associazione di categoria dei presidi scolastici. La Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri chiede che ci sia «una verifica sistematica delle autocertificazioni», ricordando che «in ogni caso, l’autocertificazione non esime il cittadino dall’obbligo della vaccinazione e che produrre autocertificazioni false è reato».
Non tutti i grillini sono d’accordo con l’attenuazione dell’obbligo. Vittoria Baldino, relatrice M5S del decreto Milleproroghe, cerca di rassicurarli ed esprime la volontà di «trattare le politiche vaccinali con un provvedimento normativo ad hoc. È il ddl che abbiamo già depositato e di cui si inizierà l’esame nel più breve tempo possibile». Secondo i dati, aggiornati a dicembre 2017 e relativi ai primi 6 mesi dopo l’entrata in vigore della legge sull’obbligo vaccinale, la copertura vaccinale è migliorata in tutta Italia. Ma la mappa dei territori contiene elementi di rischio: la metà delle regioni è ancora sotto la soglia considerata di sicurezza.
TUTTAVIA LA MAGGIOR PARTE delle regioni, 11 su 21, raggiunge l’obiettivo di immunizzare almeno il 95% dei nuovi nati con il vaccino esavalente, ovvero quello che protegge contro malattie gravissime come polio, difterite e tetano. L’obiettivo finale della maggioranza sarebbe quello di scrivere una legge che sancisca una sorta di obbligo attenuato e «flessibile» sul territorio, a seconda delle coperture vaccinali presenti su ogni zona.

* Fonte: Giuliano Santoro, IL MANIFESTO



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