Algeria, abbandonati nel deserto120 rifugiati

Africa. L’appello dell’Unhcr alle autorità algerine. Ma cento di loro sono già dispersi. Ad algeri le espulsioni arbitrarie sono diventate la norma: se si spostano i confini, si spostano i muri

Fabrizio Floris * • 5/1/2019 • Immigrati & Rifugiati • 235 Viste

Esistono confini sui generis e frontiere che non si possono attraversare o si entra in brutto gioco dell’oca: dopo ogni attraversamento vieni riportato al punto di partenza.

Una di questa si trova tra il Niger e l’Algeria. Qui dal 26 dicembre un gruppo di circa 120 persone, siriani, palestinesi e yemeniti, sono state trattenute nel centro Tamanrasset nel sud dell’Algeria prima di essere trasferite in un’area vicino al posto di frontiera di Guezzam, sempre territorio algerino. Diversi di loro sono rifugiati ufficialmente riconosciuti dall’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati.

Lo stesso Unhcr ha espresso preoccupazione per la loro sicurezza: «Venti sono attualmente bloccati nel deserto, a tre km da Guezzam, dove sono fortemente a rischio data la situazione geografica del luogo. Altre cento persone sono state portate al posto di frontiera e risultano disperse».

Fonti dell’agenzia Onu smentiscono quanto riportato dai media algerini secondo cui le persone sarebbero state trasferite al confine in accordo con l’Unhcr. Giovedì una fonte del governo di Algeri aveva riportato alla stampa del timore che i migranti siano in realtà membri di gruppi armati siriani.

L’Algeria ospita 50mila rifugiati siriani, ma c’è una crescente attenzione alla sicurezza e al controllo delle frontiere. Ma, come precisa l’Unhcr, «la sicurezza delle frontiere e la protezione internazionale non si escludono a vicenda, chiediamo alle autorità di estendere questa ospitalità a coloro che ne hanno bisogno. Inoltre, ogni richiesta di asilo dovrebbe essere considerata singolarmente». Già lo scorso ottobre, in un rapporto, le Nazioni unite avevano esortato l’Algeria a fermare le espulsioni collettive di migranti attraverso il suo confine con il Niger.

Secondo Amnesty, arresti arbitrari ed espulsioni di migranti avrebbero raggiunto in Algeria un livello storico: il più alto da sempre. Negli ultimi venti anni l’Algeria è diventata contemporaneamente un paese di transito e di destinazione finale per molti migranti provenienti dall’Africa subsahariana che, in assenza di altri approdi, cercano opportunità di lavoro, in particolare nell’edilizia e nell’agricoltura.

Tuttavia, se Algeri non ha ancora un quadro giuridico chiaro per i lavoratori migranti, l’immigrazione irregolare è sanzionata in modo severo con una detenzione che può arrivare a un massimo di cinque anni.

* Fonte: Fabrizio Floris, IL MANIFESTO

photo: Ornicar69 [Pubblico dominio], via Wikimedia Commons

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