Merkel e Macron firmano un nuovo trattato franco-tedesco, il nazionalismo si scatena

Firmata ad Aquisgrana la revisione del Trattato dell’Eliseo del ’63 tra De Gaulle e Adenauer. Ondata di complottismo in Francia e in Germania, accuse di «tradimento», di «svendita dell’Alsazia e della Lorena»

redazione • 23/1/2019 • Europa • 370 Viste

Europa. Macron: «Chi dimentica il valore della riconciliazione è complice dei crimini del passato». Un testo poco ambizioso, che approfondisce la cooperazione (senza escludere gli altri membri Ue) ma non affronta i nodi del presente, dall’immigrazione alla transizione energetica

Emmanuel Macron e Angela Merkel hanno firmato ieri ad Aquisgrana nel palazzo che fu di Carlomagno il nuovo Trattato dell’Eliseo, che rivede quello del ’63, voluto da Charles De Gaulle e Konrad Adenauer, e che segnò allora la riconciliazione tra Francia e Germania dopo la lacerazione della seconda guerra mondiale.

A pochi mesi dalle elezioni europee, in un clima già incandescente, Macron e Merkel hanno cercato ieri di rispondere all’offensiva nazionalista, che nei due paesi ha scatenato una ondata complottista e accuse – in Francia – di «tradimento», di «svendita dell’Alsazia e della Lorena» e – in Germania – di intenzioni nascoste di creare una «super Ue». Ma, segno dei tempi difficili che attraversano i due dirigenti, la cancelliera a fine mandato, il presidente francese sfidato dai gilet gialli, il testo del nuovo Trattato è poco ambizioso. Comprende 7 capitoli e 28 articoli e in una decina di pagine riattualizza la cooperazione tra i due stati, che si impegnano in vari domini, dalla politica all’economia, la difesa, l’educazione, la ricerca e la politica estera. Macron, sotto attacco da parte dei sovranisti e dell’estrema destra (in patria e fuori), ha usato parole pesanti: «Chi dimentica il valore della riconciliazione tra Francia e Germania si rende complice dei crimini del passato, coloro che caricaturano o diffondono menzogne fanno male ai popoli che pretendono difendere».

Merkel ha dovuto parare l’offensiva dell’estrema destra tedesca, che accusa la cancelliera di voler imporre una «super Ue» all’insaputa della popolazione. In Francia, Marine Le Pen e Nicolas Dupont-Aignan di Debout la France (che aveva sostenuto la candidata del Fronte nazionale al ballottaggio delle presidenziali) hanno accusato Macron di «vendere l’Alsazia-Lorena», di «cedere alla Germania il seggio permanente della Francia al Consiglio di sicurezza dell’Onu». Tutte falsità, che l’Eliseo ha smentito punto per punto. La Francia si impegna, per esempio, a difendere l’attribuzione alla Germania di un seggio permanente al Consiglio di sicurezza dell’Onu (senza evidentemente cedere il proprio), anche se la prospettiva è molto lontana, visto che implica una riforma dell’istituzione che non è nei programmi. L’Alsazia e la Lorena avranno un comitato di cooperazione transfrontaliera con le regioni tedesche confinanti, che permetterà di avere regole comuni, una maggiore connessione digitale e favorire il bilinguismo.

«Lungi dall’indebolire la Francia – spiegano a Parigi – il trattato di Aquisgrana segna una nuova tappa nell’approfondimento dell’amicizia franco-tedesca». Merkel ha insistito soprattutto sul capitolo che riguarda la difesa, puntando alla creazione di una difesa comune europea, in un momento in cui gli Usa si stanno allontanando. Francia e Germania riprendono nel testo la clausola, che c’è già nell’articolo 5 della Nato, di difesa reciproca in caso di attacco esterno. Nel testo, però, non sono affrontati i nuovi temi che scuotono l’Europa: l’immigrazione, la transizione energetica, la difesa dell’ambiente (non c’è nulla, per esempio, sulla carbon tax).

Il Trattato è franco-tedesco, ma non esclude gli altri partner. Tutti possono partecipare alle politiche di convergenza messe in atto. L’obiettivo è, a partire dall’asse centrale franco-tedesco (che è il cuore della costruzione europea a causa della tragica storia passata), di promuovere una maggiore integrazione nella Ue, per permettere più protezione dei cittadini per controbattere la pericolosa offensiva nazionalista.

* Fonte: IL MANIFESTO

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