«Deliverance Milano», i rider pubblicano la lista dei vip che non danno la «mancia»

In un post su facebook il collettivo parla di diritti sindacali e salario minimo. Il primo maggio i precari manifestano a Milano nella “MayDay 2019-Occupy Nolo”

il manifesto • 27/4/2019 • Lavoro, economia & finanza • 387 Viste

Gig economy. L’associazione Assodelivery che raccoglie le piattaforme da Deliveroo a UberEats sostiene di aver «segnalato l’accaduto alle autorità competenti» e parla di «interruzione dei rapporti con le persone coinvolte»

Sulla pagina Facebook «Deliverance Milano» il collettivo dei rider che consegnano cibo a domicilio per le piattaforme digitali ha pubblicato una lunga lista di star e vip di Instagram, calciatori, attori, personaggi del mondo dello spettacolo, musicisti, dj, influencer «che non lasciano la mancia a nessun fattorino, nemmeno in caso di pioggia!». La pubblicazione della «black list» è stata usata per richiamare l’attenzione sulle rivendicazioni di questi precari del food tech delivery: «diritti sindacali, salario minimo, una previdenza sociale adeguata», mance non tassate, «trasparenza dei conti nelle aziende dell’economia digitale, diritto all’oblio e accesso libero alla tecnologia».

Il post descrive anche il «lato oscuro della gig economy»: «Si produce valore in tutti i modi possibili, dal servizio di vendita del prodotto al trasporto a domicilio delle merci, fino alla mappatura dei dati, alla loro analisi e alla loro compravendita». «Ricordatevi sempre una cosa clienti – si legge ancora nel post – entriamo nelle vostre case, vi portiamo il cibo e qualsiasi altra cosa vogliate, praticamente a tutte le ore del giorno, siamo in strada sotto la pioggia battente o sotto il sole cocente, senza assicurazione. Sappiamo tutto di voi. Sappiamo cosa mangiate, dove abitate che abitudini avete. E come lo sappiamo noi, lo sanno anche le aziende del delivery» che «sfruttano noi lavoratori senza farsi alcuno scrupolo, sfruttano anche voi, speculando e vendendo i vostri dati».

I lavoratori sollecitano le piattaforme a confrontarsi «con le nostre rappresentanze autonome: noi produciamo i dati, conosciamo i vostri punti deboli e non esiteremo ad usarli contro di voi». «Siamo sconcertati dalle dichiarazioni, soprattutto in relazione al tema della privacy e alle minacce, neanche troppo velate, che sono state rivolte ad alcuni consumatori» ha risposto AssoDelivery che rappresenta le principali piattaforme Deliveroo, Glovo, Just Eat, Social Food e UberEats. L’associazione sostiene di aver «segnalato l’accaduto alle autorità competenti» e parla di «interruzione dei rapporti con le persone coinvolte».

Il primo maggio Deliverance Milano ha dato appuntamento in piazza Morbegno alle 15,30 per «scioperare la smart City» in occasione della MayDay 2019-Occupy Nolo».

* Fonte: IL MANIFESTO

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