L’outlet Serravalle outlet chiuso: «La Pasqua non si vende»

Vittoria dei sindacati. Continua la trattativa sugli altri problemi del centro commerciale

Massimo Franchi * • 21/4/2019 • Lavoro, economia & finanza, Sindacato • 673 Viste

La lotta paga, la Pasqua non si vende. A due anni dalla decisione della direzione del Serravalle Designer Outlet di tenere aperto il centro commerciale anche a Pasqua, sotto la spinta dei sindacati arriva la retromarcia e la decisione di chiudere i battenti domenica. In uno dei più grandi outlet d’Europa, dopo le battaglie sindacali su questo tema che nel 2017 erano sfociate in una protesta e due giorni di sciopero a cui aveva partecipato l’allora segretaria generale della Cgil Susanna Camusso, la direzione del centro quest’anno ha accolto le richieste dei sindacati e accettato la chiusura dei 250 negozi di griffe a prezzi scontati.

Per la prima volta in vent’anni dalla nascita l’Outlet di Serravalle (provincia di Alessandria) resterà chiuso e i lavoratori potranno finalmente trascorrere questa giornata di festa con i propri familiari o amici.

CON 2500 LAVORATORI nei negozi dove sono riuniti tutti i marchi più noti della moda, le firme di abbigliamento sportivo e i brand più prestigiosi la scusa per tenere aperto durante le festività era l’arrivo dei turisti. «Il lavoro non è una merce, la festa non si vende e il tempo, come spesso accade, è galantuomo – commenta il segretario provinciale della Cgil, Fabio Favola -. Quest’anno all’Outlet di Serravalle Scrivia non si lavora. Continueremo a far sentire la nostra voce per un lavoro giusto, un salario equo, i diritti delle persone». Il centro sarà invece aperto il giorno di Pasquetta, con orario normale, dalle 10 alle 20.

«Dovrebbe essere tutto confermato – spiega Cristina Vignolo, segretario generale Fisascat Cisl Alessandria Asti – anche se, ufficialmente, non ci è stato detto nulla. In agenda abbiamo un incontro dopo Pasqua, stabilito da tempo, per conoscere il nuovo responsabile e per fare il punto della situazione. Alla luce del percorso intrapreso mi sarei aspettata una comunicazione ufficiale, ma comunque questa decisione dimostra che avevamo ragione. Tenere aperto il centro a Pasqua, evidentemente, non era vantaggioso neppure dal punto di vista del fatturato».

MCARTHUR GLENN aveva continuato a garantire, invece, che il lavoro era organizzato «nel rispetto della normativa in materia ed entro la cornice di liberalizzazione del cosiddetto Salva Italia» di Monti. Anche nel 2018, la Pasqua è stata una giornata lavorativa a Serravalle. Un primo segnale, però, è arrivato: grazie anche al dialogo tra sindacati e proprietà, i negozi erano rimasti aperti con orario ridotto, dalle 14 alle 20.

«A breve – conclude Vignolo – valuteremo i passi fatti anche nell’ottica delle convenzioni per i pasti e per i servizi nei parcheggi dei lavoratori. E poi vorremmo che si realizzasse l’idea di costruire un asilo. Un vero luogo didattico, non un semplice baby parking, aperto ai figli dei dipendenti ma anche al resto della comunità della zona, anche in collaborazione con l’amministrazione comunale. La strada del dialogo va portata avanti. La chiusura di Pasqua è una vittoria di tutti».

I problemi a Serravalle comunque rimangono: precarietà, politiche di organizzazione e gestione del personale, retribuzioni. Il problema più sentito dai lavoratori era comunque quello delle aperture senza sosta. Ora la Filcams Cgil, che da anni porta avanti la battaglia dallo slogan «La festa non si vende», ha vinto una tappa importante.

* Fonte: Massimo Franchi, IL MANIFESTO

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