Conte sotto i riflettori al G7, chiude alla Lega e fa sapere che lui c’è

Conte sotto i riflettori al G7, chiude alla Lega e fa sapere che lui c’è

Non riapre, ma neanche rinnega. «Quella con la Lega è un’esperienza politica che io non rinnego ma è una stagione politica per me chiusa e che non si potrà aprire mai più per nessuna ragione», dice Giuseppe Conte arrivando a Biarritz. E manda un segnale al Pd, provando a recuperare quel ruolo di «garante» che negli ultimi mesi aveva tralasciato per farsi spazio nel Movimento 5 Stelle: «Non è questione di persone, ma di programmi. Gli uomini sono secondari: posso augurarmi per il bene del Paese che i leader che stanno lavorando per dare prospettive all’Italia lo facciano intensamente e bene».

Conte insomma tifa per la trattativa con Zingaretti, anzi avrebbe anche degli argomenti da proporre. I suoi: «Alcuni temi li ho già espressi in senato».

Tra le crisi geopolitiche che minacciano la pace mondiale, le forti turbolenze sul commercio internazionale nel conflitto Usa-Cina e il dramma dell’Amazzonia, con leader del G7 che arrivano quasi tutti un po’ ammaccati e in difficoltà a casa propria, le vicende italiane sono viste come uno sgradito elemento di disturbo in più.

Così, la diplomazia ha dispiegato tutte le sue virtù ieri per mostrare un appoggio a Giuseppe Conte con la speranza che svolga un ruolo stabilizzatore. Dopo che è partito all’attacco di Salvini, tutti fanno finta di dimenticare che ha governato con la Lega per 14 mesi. «Uno dei migliori esempi di lealtà in Europa», secondo la surreale dichiarazione del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk (Ppe). Che ha aggiunto: «Non posso dire che cose positive su di lui: è un buon amico».
Che per il presidente del Consiglio la gita in Francia da incaricato «per il disbrigo degli affari correnti» avesse soprattutto l’obiettivo di approfittare della pedana mondiale, lo prova la solerzia con cui palazzo Chigi informa che Trump, arrivando alla cena offerta da Macron, si sia fermato a scambiare due parole con Conte.

«Per una decina di minuti, testimoniandogli molta considerazione e attenzione personale», aggiunge la velina che riporta anche una frase del presidente Usa: «I rapporti personali vanno al di là degli incarichi».

Per l’Italia nessun bilaterale di spicco, però, se si fa eccezione di un breve incontro con il presidente egiziano al-Sisi. Al quale Conte dice che «la determinazione del governo italiano (?) a chiedere risultati effettivi dalle indagini sul caso di Giulio Regeni non verrà meno anche da parte dei prossimi esecutivi», per i quali evidentemente Conte pensa di poter parlare. Ma mentre da Roma la Lega lo attacca ricordandogli il passato – «per un anno ci ha aiutato a chiudere i porti, in una settimana è passato al Pd, che tristezza» – oggi in una riunione di coordinamento con i paesi Ue presenti al G7 dovrà spiegare i termini della crisi italiana ai partner.

Preoccupati dalle derive di estrema destra, ma speranzosi che il fallimento della coalizione populista italiana possa trasformarsi in un esempio negativo in Europa. In ogni caso non si è a conoscenza di nessuna proposta italiana sui grandi temi in discussione a Biarritz, anche se Conte afferma su facebook che «si tratta di temi che in questi 14 mesi sono stati sempre al centro dei miei interventi

* Fonte: Anna Maria Merlo, IL MANIFESTO

Photo: Shealah Craighead [Public domain]



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