Torino: bocciata la richiesta di censura per Dana della direttrice del carcere

Torino: bocciata la richiesta di censura per Dana della direttrice del carcere

Censura della posta per evitare una possibile propaganda all’interno del carcere. È successo a Dana Lauriola, attivista No Tav attualmente detenuta alle Vallette di Torino. «Un grave tentativo punitivo», denuncia il movimento valsusino, fortunatamente, poi, scongiurato dal magistrato di sorveglianza che ha rigettato, per mancanza di fatti aderenti, la richiesta della direttrice della casa circondariale, Rosaria Marino. Come ha raccontato la stessa Dana, in una precisa lettera inviata al movimento, la direttrice aveva, infatti, chiesto «l’emissione di un provvedimento restrittivo, tipico dell’alta sorveglianza (articolo 18 ter ordinamento penitenziario), ossia la richiesta di controllo (e selezione) della mia corrispondenza epistolare e telegrafica, la cosiddetta censura».

Tutto è successo a margine dello sciopero della fame di Dana e di altre tre detenute, a fine gennaio, per chiedere, il ripristino delle ore di colloquio, anche in videochiamata, ingiustamente dimezzate e l’inserimento dei detenuti nella campagna vaccinale Covid, da cui erano esclusi. Protesta che non è stata vana, «anzi i risultati si sono dimostrati da subito concreti e tutte noi stiamo finalmente godendo dei nostri pieni diritti per quanto riguarda i contatti con i nostri familiari», racconta la No Tav. Ma, forse, ha toccato alcuni nervi scoperti.

«Si è trattato di un vano ma preoccupante tentativo – sostiene l’avvocata Valentina Colletta, uno dei due difensori di Lauriola – di comprimere diritti costituzionalmente garantiti in capo a soggetti già ampiamente deprivati, ma ai quali non può né deve essere negato anche il diritto alla libera manifestazione del pensiero e ad una quantomeno minima agibilità politica».

«Mi chiedo se sia finita qui oppure siano vere le voci che circolano circa un mio futuro trasferimento» si chiede, infine, nella lettera Dana Lauriola, che deve scontare una pena di due anni di detenzione per un episodio avvenuto nel 2012 durante un’azione dimostrativa pacifica sulla A32, quando al megafono spiegava le ragioni della manifestazione. Una condanna sproporzionata come sottolineato da Amnesty International.

Sulla tentata censura delle lettere dell’attivista No Tav è intervenuto Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Verdi e Uguali in consiglio regionale: «Riteniamo quella richiesta un atto gravissimo. Negare un diritto fondamentale di una donna è molto grave, farlo in assenza di fatti aderenti, come ha stabilito il giudice, è viltà».

* Fonte: Mauro Ravarino, il manifesto



Related Articles

Pensionati, busta minimal

Poveri Le cifre dell’Istat non lasciano dubbi: un’ampia fetta di popolazione, quella più debole e bisognosa di servizi come gli over 65, costretta ad assegni da fame Due milioni e mezzo di anziani vivono con meno di 500 euro al mese. Altri quattro milioni stanno sotto i mille euro. Bankitalia: «La recessione colpisce le famiglie»

Caso Uva, sei anni di mala giustizia

Rinvio a giudizio. Se finalmente si è tornati ad uno stato di diritto lo si deve alle tenacia e alla intelligenza di Lucia e della famiglia Uva

50° Rapporto Censis: siamo l’Italia del post-terziario

Giunto alla 50ª edizione, il Rapporto Censis è stato presentato oggi a Roma. Stiamo vivendo una «seconda era del sommerso»

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment