Migranti. Calais, naufragio senza precedenti con almeno 31 vittime

Migranti. Calais, naufragio senza precedenti con almeno 31 vittime

Macron chiede una riunione urgente dei ministri dell’Ue e il primo ministro Castex convoca il governo. Arrestati quattro trafficanti

 

Il primo ad avvistare i cadaveri, una quindicina di corpi che galleggiavano sull’acqua, è stato ieri pomeriggio verso le due un pescatore dalla sua barca. E’ stato lui a dare l’allarme per l’ennesima strage di migranti, avvenuta questa volta nel Canale della Manica al largo di Calais. Un bilancio che col passare delle ore è si è fatto sempre più pesante, tanto che ieri sera si contavano almeno 31 vittime, tra le quali cinque donne e una bambina. La polizia francese – secondo la quale sull’imbarcazione ci sarebbero state 50 persone – ha fermato quattro trafficanti, due dei quali a nord di Dunkerque, non distanti dalla frontiera franco-belga.

A PERDERE la vita sono stati migranti decisi a tentare il tutto per tutto pur di raggiungere la Gran Bretagna. «La Francia non permetterà che la Manica diventi un cimitero», ha commentato in serata il presidente Emmanuel Macron che ha anche chiesto un rafforzamento dell’agenzia europea Frontex e una riunione «urgente» dei ministri dell’Ue. Appreso della tragedia il ministro dell’Interno Gerald Darmanin si è invece recato sul luogo del naufragio, ma prima ha voluto sottolineare il «carattere criminale» dei trafficanti di esseri umani che organizzano le traversate dei migranti. E questa mattina il premier Jean Castex presiederà una riunione del governo con otto ministri per decidere quali misure adottare. Sull’altra sponda del mare il premier Boris Johnson ha invece convocato d’urgenza il comitato Cobra per la gestione delle emergenze. Un vasto spiegamento di mezzi aerei e navali ha lavorato infine a lungo alla ricerca di possibili superstiti.

CHE LE ORGANIZZAZIONI criminali sfruttino la disperazione dei migranti non è certo una novità e senza dubbio anche dietro quest’ultima tragedia c’è la mano di qualche trafficante di uomini. Ma è altrettanto certo che le risposte date da Londra e Parigi a quanto accade ormai ogni giorno nella Manica sono principalmente, se non esclusivamente di carattere repressivo, con i due governo che si rimpallano le responsabilità e litigano su quali misure adottare per impedire le partenze. E ieri Johnson non ha perso l’occasione per riaccendere la polemica: «Abbiamo qualche difficoltà a persuadere alcuni nostri partner, in particolare i francesi, a fare tutte le cose che la situazione secondo noi richiede», ha detto a margine della riunione del comitato Cobra. Pochi giorni fa a Calais si è perfino arrivati a vietare la vendita delle canoe dopo che alcune di queste erano state utilizzate per allontanarsi dalla costa.

INDUBBIAMENTE gli ultimi mesi hanno visto un incremento notevole degli sbarchi in Gran Bretagna. I numeri parlando di 31.500 persone che dall’inizio dell’anno hanno lasciato la Francia e 7.800 sono stati tratti in salvo. Oltre 23mila profughi, secondo Londra, sono invece riusciti ad arrivare in Inghilterra rispetto agli 8.400 del 2020. Numeri che hanno più volte portato il governo Tory ad accusare Parigi di non riuscire a controllare la situazione.

LA TENSIONE resta alta anche nel Mediterraneo. Alarm Phone ha infatti lanciato ieri l’allarme per due barconi in difficoltà. Il primo si trovava in acque internazionali al largo della Libia e secondo l’ong stava affondando con 400 persone a bordo. «Abbiamo allertato le autorità, ma l’Italia ha detto che non sono responsabili dell’area. Una barca così grande – hanno proseguito i volontari – non può essere gestita dalla cosiddetta guardia costiera libica senza perdite di vite umane». Sempre Alarm Phone ha poi denunciato come sempre la Guardia costiera libica avrebbe sparato contro un altro barcone con 85 persone a bordo che ieri pomeriggio si trovava in zona Sar maltese.

* Fonte: Leo Lancari, il manifesto



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