Gaza. La Ue si smarca da Biden: «massacro inaccettabile»

Gaza. La Ue si smarca da Biden: «massacro inaccettabile»

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Mentre all’Onu gli Usa frenano, l’Europa sembra alzare la voce: condanna all’unisono dei vertici Ue. «Civili presi a bersaglio da soldati israeliani», Macron indignato. La richiesta di cessate il fuoco e aiuti. 50 milioni subito all’agenzia per i rifugiati. Il resto solo al termine dell’indagine sul coinvolgimento di alcuni suoi dipendenti nell’attacco del 7 ottobre

 

Prima di tutto una forte indignazione, che alcuni traducono nella richiesta di un cessate il fuoco – o almeno di una tregua – per permettere l’arrivo di aiuti umanitari. Gli europei reagiscono al massacro della farina prendendo le distanze dalla prudenza degli Usa, che al Consiglio di sicurezza hanno bloccato un testo di condanna di Israele sostenendo che non è ancora chiara la dinamica di quanto accaduto.

L’UNIONE EUROPEA HA DECISO IERI di versare 50 milioni all’Unrwa (l’Ufficio Onu per i rifugiati palestinesi) e ha previsto di aumentare di 68 milioni gli aiuti ai palestinesi per il 2024 tramite organizzazioni come la Croce rossa o la Mezzaluna rossa. In tutto, la Ue porta a 150 milioni il finanziamento per quest’anno, sbloccando nell’emergenza una prima tranche, che sarà seguita da altre due, alla condizione che l’Unrwa porti a termine l’indagine sulle accuse fatte da Israele il 24 gennaio scorso, relative all’implicazione di alcuni dipendenti dell’Agenzia dell’Onu nell’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre.

Un «nuovo massacro, totalmente inaccettabile», ha reagito il capo della diplomazia europea, Josep Borrell. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, si è detta «profondamente sconvolta» dalle immagini che provengono da Gaza, «tutti gli sforzi devono essere fatti per indagare su ciò che è successo, assicurando trasparenza». Per von der Leyen, «va garantito» l’accesso agli aiuti umanitari, che «sono un salvagente». Il presidente del Consiglio, Charles Michel, si è detto «choccato e disgustato» e ha affermato che «il diritto internazionale non permette il doppio standard», accusa che viene rivolta all’Occidente (differenza tra la reazione all’aggressione dell’Ucraina e agli eccessi di Israele dopo il 7 ottobre).

Charles Michel chiede un «cessate il fuoco per consentire gli aiuti umanitari forniti da agenzie specializzate adeguatamente finanziate, come l’Unrwa». Emmanuel Macron ha espresso giovedì una «profonda indignazione di fronte alle immagini che provengono da Gaza», dei «civili presi a bersaglio da soldati israeliani» e chiesto «verità, giustizia e un cessate il fuoco in atto immediatamente per permettere la distribuzione degli aiuti». La Francia dal 26 febbraio partecipa, con la Giordania, al paracadutaggio di aiuti umanitari a Gaza.

LA MINISTRA DEGLI ESTERI tedesca, Annalena Baerbock, ha chiesto ieri «una tregua umanitaria» e preme per «un’inchiesta completa su come si sono prodotti il movimento di panico e gli spari» che sono seguiti.

La Commissione, dopo le accuse di Israele all’Unrwa, aveva minacciato la sospensione degli aiuti in attesa della conclusione di un’inchiesta. Adesso precisa che «oggi è importante che la Ue marchi la continuità nel sostegno alla popolazione palestinese e continui la cooperazione su azioni di lungo periodo». Per la Commissione «la situazione è chiara: Israele deve permettere che arrivino gli aiuti umanitari».

Bruxelles insiste: «Non partecipiamo al conflitto, ma abbiamo contatti, anche bilaterali, con attori nella regione. Continueremo il dialogo con le due parti, il sostegno ai civili. E per la soluzione di due stati, l’impegno continua con grande energia».

URSULA VON DER LEYEN, che è stata criticata per aver preso un’iniziativa diplomatica dopo il 7 ottobre di sostegno senza sfumature al diritto di difendersi di Israele, ha insistito ieri sul fatto che «i palestinesi innocenti non dovrebbero pagare il prezzo dei crimini del gruppo terrorista Hamas. Sono di fronte a condizioni terribili che mettono le loro vite in pericolo perché non hanno accesso a un’alimentazione sufficiente e ad altri bisogni fondamentali. Per questo rafforziamo quest’anno di 68 milioni il sostegno nei loro confronti».

* Fonte/autore: Anna Maria Merlo, il manifesto



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