Inchiesta di Forensic Architecture: Hind Rajab uccisa da un tank israeliano

Inchiesta di Forensic Architecture: Hind Rajab uccisa da un tank israeliano

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Nuovi elementi sull’assassinio di Hind Rajab, una bambina palestinese di sei anni trovata morta a Gaza il 10 febbraio 2024. Avvalendosi di tecniche di geolocalizzazione e di analisi audiovisive, il gruppo di ricerca inglese conferma che è stato l’esercito israeliano a uccidere

 

Un’inchiesta di Forensic Architecture  pubblicata venerdì rivela nuovi elementi sull’assassinio di Hind Rajab, una bambina palestinese di sei anni trovata morta a Gaza il 10 febbraio 2024. Avvalendosi di tecniche di geolocalizzazione e di analisi audiovisive, il gruppo di ricerca inglese conferma che è stato l’esercito israeliano a uccidere Hind Rajab, sei suoi familiari – tra cui la cugina quindicenne Layan Hamada – e i due paramedici venuti in soccorso. Intervistata da Fault Lines, Wissam Hamada – la mamma di Hind – racconta che la bambina ha lasciato la sua casa di Tel al-Hawa a Gaza City la mattina del 29 gennaio 2024, mentre l’area era soggetta a intensi attacchi israeliani. Hind è quindi partita a bordo di una Kia Picanto con alcuni membri della sua famiglia estesa, mentre la madre e i fratelli più grandi sono fuggiti a piedi.

DOPO AVER VISTO degli spari abbattersi contro l’auto, Wissam ha ricevuto una chiamata da Layan Hamada, da cui ha appreso che lei e sua figlia erano le uniche superstiti a bordo dell’auto. Verso le 14.30, Layan viene uccisa mentre è al telefono con la Mezzaluna rossa palestinese (Prsc). Da quel momento Hind resta al telefono con i soccorritori, che ottengono il permesso di inviarle un’ambulanza alle 17.40. I paramedici Yusuf al-Zeino e Ahmed al-Madhoun raggiungono l’area venti minuti dopo e, presumibilmente subito dopo, vengono assassinati assieme a Hind.

NEL GIORNO della tragedia, le immagini satellitari riportano la presenza di diversi carri armati israeliani di tipo Merkava nella zona. Ciò contraddice i risultati di «un’indagine preliminare» dell’esercito israeliano, secondo la quale le truppe non erano presenti nell’area. Earshot – una non-profit che si occupa di investigazioni audio – ha analizzato la registrazione della chiamata tra Layan Hameda e la Prsc. Nei sei secondi finali della telefonata si sentono 64 spari: appartengono a un’arma che spara fra i 750 e i 900 colpi al minuto. Questo intervallo non è compatibile con il fucile tipo Ak, l’arma d’assalto comunemente attribuita ai combattenti di Hamas. Corrispondono invece alle armi dell’esercito di Netanyahu, come la mitragliatrice Fn Mag.

SECONDO L’INDAGINE di Forensic Architecture, «non è plausibile» che i soldati israeliani non si fossero resi conto che all’interno del veicolo c’erano dei civili, tra cui due bambine. Earshot stima, inoltre, che il carro armato israeliano si trovava a una distanza fra i 13 e 23 metri dal veicolo. In base ai 335 fori di proiettile presenti sulla Kia, Forensic Architecture ha stimato la posizione dei militari israeliani, che avrebbero avuto una visuale perfetta sulle due bambine.

LA PRCS dice al Guardian di essere stata al telefono con Hind Rajab per tre ore. La bambina avrebbe detto loro di «aver paura del buio», chiedendo ripetutamente di essere venuta a prendere. La portavoce della Mezzaluna rossa Nebal Farsakh ha dichiarato che si sono sentiti «inutili» mentre aspettavano che il ministero della salute di Gaza coordinasse l’accesso sicuro dell’ambulanza con le autorità israeliane.

Nonostante fosse stato concesso il via libera, il collegamento tra i due paramedici e il comando centrale della Prsc viene interrotto da un’esplosione. I due soccorritori e Hind vengono dati per dispersi per poi essere trovati morti circa due settimane dopo.

LA STORIA di Hind Rajab è diventata il simbolo della ferocia indiscriminata con cui l’esercito israeliano sta attaccando la popolazione di Gaza da più di otto mesi. A Hind è stato dedicato un edificio della Columbia University, occupato da alcuni studenti pro-Palestina. Il rapper Macklemore ha preso spunto da questo gesto per il titolo della sua canzone «Hind’s Hall», con cui esprime solidarietà alle manifestazioni pro-palestinesi nelle università statunitensi.

* Fonte/autore: Margherita Cordellini, il manifesto



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