unioni civili

Napolitano e il fronte degli ex pci contrari alla stepchild adoption

«Giorgio Napolitano è il nostro monsignor Ruini. Non gli piace la stepchild adoption e sta lavorando per cambiarla»

Maria Teresa Meli, Corriere della Sera • 11/2/2016 • Copertina, Libertà & Nuovi diritti, Politica & Istituzioni • 682 Viste

Emma Fattorini ha un’aria sognante. La senatrice del Pd che ha sollevato molti dubbi sulle unioni civili è convinta che si possa fare qualcosa per evitare che la legge passi così com’è. Le sue speranze si appuntano su un uomo in particolare: «Giorgio Napolitano — mormora per non farsi sentire dai compagni di partito — è il nostro monsignor Ruini. Non gli piace la stepchild adoption e sta lavorando per cambiarla. Se c’è uno che ce la può fare quello è lui, vedrete. E potrebbero seguirlo in diversi». Fattorini ritiene che l’ex presidente della Repubblica possa riuscire a fare quello che per lei sarebbe un miracolo: «La sua opinione conta, i senatori lo ascoltano. Forse lui potrà trovare una nuova formulazione su cui coagulare il consenso degli altri». Ed effettivamente nel mondo del Partito democratico che si richiama al Pci non c’è solo Giorgio Napolitano a lavorare contro la legge. Si perché, come i cattolici, anche gli ex comunisti del Pd sono dubbiosi. Più che dubbiosi. Per questa ragione, in realtà, il Partito democratico ha scelto la libertà di coscienza sulla stepchild adoption. Perché il dissenso e i mal di pancia sono molto più estesi di quanto potrebbe sembrare a prima vista. Dunque, non solo i cattolici, ma anche i laici hanno dei problemi rispetto alle unioni civili. Nei corridoi di Palazzo Madama si moltiplicano i capannelli di senatori del Pd che esprimono ad alta voce i propri dubbi. L’ex tesoriere del partito, Ugo Sposetti, per esempio, dice che questa è una «legge inutile» e fa capire che potrebbe non votarla: «Vedremo, non so…». Mario Tronti, un altro ex comunista di rango, ha già manifestato pubblicamente la sua contrarietà. E infatti è uno dei senatori firmatari dell’appello del Pd contro la stepchild adoption. Beppe Vacca, direttore dell’Istituto Gramsci, non è in Senato, ma anche lui la pensa nello stesso modo. Questa legge non lo convince affatto. E di renitenti alle unioni civili ce ne sono altri, a Palazzo Madama. Silenti, ma operanti. Già, gli ex pci, al contrario dei loro colleghi cattodem, parlano poco e agiscono molto .

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