Il Parlamento europeo: basta pesca con scariche elettriche

La pratica viene utilizzata soprattutto nel Mare del Nord. Ora la parola passa al Consiglio Ue. I Verdi mettono in guardia: la nuova norma, così come è scritta, non è risolutiva

Mirco Viola • 17/1/2018 • Ambiente, Territorio e Beni comuni, Europa • 321 Viste

Il Parlamento europeo ha deciso a maggioranza di chiedere un divieto totale dell’uso dell’energia elettrica nella pesca. L’Aula ha approvato ieri un emendamento in questo senso a Strasburgo, durante la plenaria, con 402 voti contro 232 (40 le astensioni).

Gli impulsi elettrici vengono utilizzati per stordire i pesci e farli affiorare o per dirigerli nelle reti, una pratica consentita nel Mare del Nord, in maniera limitata, sfruttata soprattutto dai pescherecci olandesi: possibilità, quest’ultima, che solleva molte proteste da parte dei pescatori francesi, che accusano i Paesi Bassi di prelievo eccessivo. È una tecnica particolarmente efficace per i pesci bentonici, cioè quelli che vivono a contatto con il fondale, come sogliole e passere di mare, ma anche per i gamberetti grigi – le crevettes grises – molto apprezzati in Belgio e nella Francia Settentrionale.

La pesca elettrica era stata vietata nel 1998 in Europa, insieme al prelievo con esplosivi e con il veleno; è proibita anche in Brasile e negli Usa. Ma gli olandesi sono riusciti a ottenere, dal 2007, delle deroghe su una vasta zona nel sud del Mare del Nord, che va dalla Danimarca all’Inghilterra. E, grazie alle deroghe, hanno circa 84 unità «elettrificate» in servizio nel Mare del Nord.

Il Parlamento ha autorizzato la Commissione Pesca di Bruxelles a iniziare i colloqui con il Consiglio, l’istituzione Ue che rappresenta gli Stati, per stabilire la formulazione finale della legislazione, che non riguarda solo la pesca con impulsi elettrici, ma prevede anche una serie di misure che mirano a ridurre il prelievo di pesci giovani, proibendo alcune attrezzature e metodi, imponendo restrizioni per le reti fisse: viene anche limitata la cattura di mammiferi marini, uccelli e rettili, con norme specifiche a protezione degli habitat sensibili. Si propone poi di vietare pratiche come lo scarto dei pesci di prezzo basso, la cui cattura sia legale, per ridurre il fenomeno dello scarico in mare del pescato di risulta.

Favorevoli alla misura i Cinquestelle: «I due emendamenti decisivi, approvati dall’aula, sono stati presentati dal gruppo Efdd- M5S», spiega l’eurodeputata stellata Rosa D’Amato.

Contrari, invece, i Verdi, che hanno votato contro: «Con la decisione adottata gli Stati membri saranno liberi di definire i propri obiettivi – spiega l’eurodeputato Marco Affronte – In questo modo si rischia di far sì che i pescatori del Mare del Nord lavorino in condizioni diverse da quelle dell’Atlantico o del Mediterraneo. Nonostante l’emendamento per vietare la pesca a impulsi elettrici, la relazione non è positiva nel complesso».

FONTE: Mirco Viola, IL MANIFESTO

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