Diritti Globali: da 1993 oltre 34mila migranti morti in mare

Negli ultimi mesi 1 ogni 5 partiti da Libia annegato o disperso

ANSA • 14/12/2018 • Contenuti in copertina, Rapporto 2018 • 227 Viste

(ANSA) – ROMA, 14 DIC – “Il Mediterraneo è diventato una

fossa comune scavata nella e dalla democratica Europa, dove a

fronte della diminuzione degli sbarchi rivendicata dal governo

Conte-Salvini (e prima da quello Gentiloni-Minniti), cresce la

frequenza delle morti”: dal 1993 al 5 maggio 2018 sono 34.361 le

morti documentate di persone che cercavano di arrivare in Europa

(il numero reale stimato è sensibilmente maggiore). Le cifre

sono riportate dal Rapporto Diritti Globali, curato dall’ex

leader di Prima Linea Sergio Segio e promosso dalla Cgil.

Se dal primo gennaio al 2 dicembre 2017 gli arrivi di

migranti via mare erano stati 164.908 (di cui 117.120 in

Italia), con 3.113 vittime nel Mediterraneo (di cui 2.844 nella

rotta centrale verso l’Italia), nello stesso periodo del 2018

sono stati, rispettivamente, 107.583 (di cui 23.011 in Italia)

con 2.133 morti (di cui 1.285 nella rotta verso l’Italia). ”

stato calcolato – afferma il rapporto – che negli ultimi mesi un

migrante ogni cinque partiti dalla Libia risulta annegato o

disperso”: “il prezzo del calo degli arrivi (in Italia, giacché

il flusso si è semplicemente spostato verso Spagna, che ha

visto raddoppiare gli arrivi nel 2018, e Grecia) è dunque assai

salato, pur se nascosto e trascurato dalla disumana enfasi

populista e da una politica ridotta a propaganda via twitter”.

(ANSA).

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