Il nuovo Ponte di Genova: vince Renzo Piano, costruttori i soliti noti

Infrastrutture. Toccherà alla triade Fincantieri, Salini-Impregilo, Italferr ricostruire l’opera sul Polcevera. La scelta è caduta sul colosso, un tempo mitologico spauracchio per i pentastellati

Mauro Ravarino * • 19/12/2018 • Ambiente, Territorio e Beni comuni • 519 Viste

La realizzazione costerà 202 (+19) milioni di euro contro i 175 del progetto perdente

Toccherà alla triade Fincantieri, Salini-Impregilo e Italferr costruire il nuovo ponte sul Polcevera basato sul progetto di Renzo Piano. Lo ha annunciato, ieri, il commissario alla ricostruzione e sindaco di Genova, Marco Bucci, dopo un crescendo di indiscrezioni che avevano, ormai, anticipato la decisione.

BOCCIATA LA CORDATA formata dall’azienda Cimolai di Pordenone e da Santiago Calatrava, i cui progetti sembravano aver riscosso consensi positivi. Ma l’architetto valenciano ha perso il derby tra archistar con il collega e rivale Piano, senatore a vita e genovese di Pegli, designato dal commissario Bucci come supervisore dell’opera.

La scelta definitiva, nel testa a testa finale, era quella maggiormente auspicata dal governo. Ed è significativo che in questa lunga contesa abbia vinto anche il colosso Salini-Impregilo, un tempo mitologico spauracchio per i pentastellati e già a capo del consorzio Cociv che realizza il Terzo Valico, appena sacrificato sull’altare dell’alleanza Lega proprio dal M5S. Ieri, in altra sede, è stato, tra l’altro, contrattualizzato l’avvio della realizzazione del quinto lotto della contestata linea ferroviaria ad alta capacità Genova-Tortona.

Una doppia notizia che il governatore Giovanni Toti ha salutato con una dichiarazione in stile anni Sessanta: «Sarà un “anno da costruttori” a Genova e in Liguria». Il cosiddetto «decreto 19» – quello per la ricostruzione del ponte – è stato pubblicato poco prima delle ore 17 sul sito ufficiale della struttura commissariale. L’intervento costerà 202 milioni di euro, al netto dell’Iva. Bucci ha promesso che «lo avremo in 12 mesi, sarà pronto alla fine del prossimo anno, anche se non sarà accessibile per quella data». Italferr si occuperà dell’ingegnerizzazione.

IL MINISTRO DEI TRASPORTI Danilo Toninelli, nei giorni scorsi, ha ribadito che Autostrade per l’Italia pagherà interamente la ricostruzione, ma non è detto che la diatriba tra governo e gestore privato sia risolta visto che è recente il ricorso della società concessionaria contro il decreto Genova, che l’ha esclusa dalla demolizione, appena avviata, e dalla ricostruzione. Il vicepremier Luigi Di Maio, facendo gli auguri a Salini e Financantieri, ha sottolineato che Autostrade «non poserà una pietra».

IL NUOVO VIADOTTO non si chiamerà più ponte Morandi, come quello crollato il 14 agosto scorso uccidendo 43 persone. Il progetto di Piano è stato scelto dal commissario Bucci perché utilizza «pile» anziché «stralli», «nel rispetto della sensazione di avversione psicologica maturata in città dopo il crollo del Morandi». Nel decreto si legge come siano state valutate positivamente l’estetica e la progettualità derivate dalla storia e dall’immagine di Genova «in ragione della forma delle “pile” e dell’impalcato, che richiamano la prua e sezione di una nave». Il ponte «sarà costituito da un impalcato d’acciaio, con una travata continua di lunghezza totale pari a 1.100 metri, costituita da 20 campate. Il progetto prevede 19 “pile” di cemento armato di sezione ellittica posizionate con un passo costante di 50 metri, a eccezione della campata sul torrente Polcevera e di quella sulle linee ferroviarie, dove l’interasse passa da 50 a 100 metri».

Il progetto sconfitto, quello Cimolai-Calatrava, avrebbe previsto un costo complessivo di circa 175 milioni di euro, compresa la demolizione, che invece ora ha un costo aggiuntivo di 19 milioni; per il completamento erano stati stimati 11 mesi. Nelle ore precedenti alla firma, Bucci avrebbe cercato una collaborazione tra le due cordate: un tentativo non riuscito, nonché stigmatizzato dai 5S al governo.

«LA SOCIETÀ CIMOLAI SPA di Pordenone, per puro spirito di servizio al Paese e per non ostacolare la ricostruzione tale da aprire al traffico l’infrastruttura entro Natale 2019, non ha intenzione di presentare ricorso contro l’assegnazione dei lavori per la ricostruzione del ponte di Genova», ha annunciato la società friulana, leader mondiale nella costruzione di infrastrutture di enormi dimensioni, poco prima dell’ufficializzazione dell’incarico alla cordata vincitrice. Soddisfatto Piano: «È un grande onore dopo questo confronto, costruttivo per tutti, poter dare il mio contributo alla città di Genova, mia città d’origine».

* Fonte: Mauro Ravarino, IL MANIFESTO

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