Germania. Grünen secondo partito, Spd in caduta libera

Germania. Affluenza al 60%, è la più alta dalla riunificazione nel 1990. Merkel cala di 7 punti, ma la Cdu è prima. Socialdemocratici al 15,5%, superati anche a Brema. Linke-liberali: testa a testa al 5,5%

Sebastiano Canetta * • 27/5/2019 • Europa • 274 Viste

BERLINO. In Germania esplodono i Verdi, si “sgonfia” la Cdu-Csu, cola letteralmente a picco la Spd, clamorosamente sconfitta perfino nella storica roccaforte di Brema.

L’ultra-destra di Alternative für Deutschland non sfonda: arretra anche rispetto alle ultime elezioni politiche, mentre la Linke riduce i consensi in un testa a testa con i liberali intorno a quota 5,5%. Per la prima volta entrano nell’Europarlamento animalisti, Piraten e il partito Volt, perché non c’è soglia di sbarramento e i seggi si assegnano con il sistema proporzionale.

«Grazie a tutti quelli che ci hanno dato fiducia. Per i Verdi è una grande festa con oltre il 20% dei consensi, ma abbiamo anche la grande responsabilità di non tradire il mandato. La gente che ci ha votato chiede soprattutto la protezione del pianeta e la lotta per i diritti civili», esulta Franziska “Ska” Keller, 37 anni, Spitzenkandidat europea dei Grünen.

Si consuma, invece, un vero e proprio dramma fra i socialdemocratici inchiodati al 15,5%. Laconica la segretaria Andrea Nahles: «Di fronte a noi risultati profondamente deludenti. Per la prima volta nella storia, la Spd è il terzo partito in un’elezione nazionale». Davanti ai microfoni della tv pubblica si presenta Carsten Schneider, esponente di punta della Spd al Bundestag, alle prese con exit poll impietosi: «La verità è che il partito non è stato capace di esprimere posizioni convincenti, nemmeno in materia di emergenza climatica».

Domenica bestiale per la Spd, che già Martin Schulz aveva ridotto ai minimi termini. Le urne restituiscono un’emorragia di consensi pari al 12%, un clamoroso tonfo. Ma non basta: alle elezioni nella Città-Stato di Brema (il Land più povero della Germania) la Spd colleziona la prima sconfitta dopo 74 anni di governo.

Alla débacle delle Europee si aggiunge il trauma del sorpasso Cdu nel Parlamento di Brema: 26,5% contro il misero 24,5% dei socialdemocratici che bruciano ben l’8,3% dei voti. A sinistra, invece, la Linke guadagna consensi e supera quota 11%.

Dal quartier generale affacciato su Rosa Luxemburg Platz, la leader Katja Kipping commenta i numeri: «Il voto per l’Europa dovrà impegnare tutti i partiti tedeschi, compresa la Linke. Ma un dato è lampante: la Groko di Angela Merkel e del suo vice Spd Olaf Scholz è diventata “micro”. Di fatto, il governo non ha più la maggioranza. Ma intanto noi festeggiamo lo straordinario risultato ottenuto a Brema».

In base alle prime proiezioni (elaborazione della Welt), la delegazione tedesca all’Europarlamento con 96 seggi sarebbe composta così: 28 alla Cdu, 22 ai Verdi, 15 alla Spd, 10 ad Afd, 6 ai liberali, 5 alla Linke con gli altri divisi fra Die Partei, Freie Wahler, animalisti, Volt, partito della famiglia e Pirati.

Democristiani, dunque, sempre primo partito nelle urne. Ma ben sotto il 30% e soprattutto con un esodo di elettori pari al 7%. È la prima notte bianca di Annegret Kramp-Karrenbauer, presidente Cdu dal 7 dicembre scorso. L’erede di Merkel confessa a denti stretti: «Non è ciò che ci aspettavamo. Non abbiamo saputo dare le risposte che i tedeschi si aspettavano. Ci siamo impegnati affinché l’Union fosse il primo partito per dare la spinta allo Spitzenkandidat Ppe, Manfred Weber. Risultato raggiunto, ma nell’immediato futuro dovremo offrire opzioni migliori».

Con buona pace degli autorevoli sondaggi e della propaganda, i fascio-populisti di Afd non dilagano come nella vicina Francia. Nella notte le cifre oscillano intorno al 10%: più del 2014 ma assai lontani dal 12,4% conquistato alle elezioni federali di un anno fa.

Sintomatico il dato dell’affluenza: ieri il dato definitivo nei sedici Land della Bundesrepublik corrispondeva al 61,5 % (era 48,1% cinque anni fa). Da qui le lunghe code ai seggi, specialmente a Monaco e nel quartiere berlinese di Pankow dove ben 3mila scrutatori non sono bastati a gestire le operazioni di voto. Problemi logistici anche a Wuppertal (Nordreno-Vestfalia) con ritardi fino a un’ora nell’apertura delle sezioni come a Magonza (Renania-Palatinato) per mancanza di una delle quattro schede elettorali.

Alla luce dei risultati definitivi, oggi a mezzogiorno in Cancelleria è previsto il summit di Merkel con segretari dei tre partiti della Grande coalizione, in preparazione del vertice Ue previsto per domani.

* Fonte: Sebastiano Canetta, IL MANIFESTO

 

Photo: Stephan Röhl [CC BY-SA 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)]

 

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