Lo scontro diplomatico tra Praga e Mosca si allarga all’Unione europea

Lo scontro diplomatico tra Praga e Mosca si allarga all’Unione europea

Sale la tensione tra Mosca e Praga, in un confronto che vede nuovamente al centro i servizi segreti russi dopo che Andrej Babis, il primo ministro ceco, magnate miliardario e anche tycoon (possiede anche media importanti), ha annunciato sabato un possibile coinvolgimento del Gru (il servizio segreto militare russo) nelle esplosioni avvenute nel 2014 in due depositi di munizioni nel villaggio di Vrbetice.

Un brutto colpo ai rapporti tra i due Paesi, che ha portato il ministero degli Esteri russo a disporre l’espulsione di 20 diplomatici della Repubblica Ceca: una risposta alle analoghe misure annunciate sabato dal ministro dell’Interno ceco, Jan Hamacek, nei confronti di 18 diplomatici russi identificati come appartenenti al Gru e al servizio di intelligence internazionale russo (Svr). Un “atto ostile” a seguito di “accuse assurde e inverosimili” in cui, secondo una nota della diplomazia di Mosca, “non si può non vedere una traccia statunitense”. Un riferimento al nuovo round di sanzioni annunciato da Joe Biden nei confronti della Russia.

Dal governo ceco ancora riserbo sui dettagli del coinvolgimento russo nelle esplosioni – avvenute in due diversi magazzini di munizioni nel villaggio di Vrbetice, nella regione di Zlin, ad ottobre e dicembre 2014 – ma Hamacek ha precisato che una parte del rapporto del controspionaggio ceco potrebbe essere resa pubblica per mettere al corrente i cittadini. Nel frattempo, della vicenda si è discusso ieri durante il Consiglio informale Affari esteri dell’Unione europea, al termine del quale l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, ha ribadito quanto Bruxelles sia “unita e solidale” con la Repubblica Ceca, chiarendo che al momento non è in programma un inasprimento delle sanzioni.

Ben più aspro, invece, il confronto diretto tra Mosca e Praga. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, è tornata ieri sulla vicenda parlando di “accuse inventate in fretta”, un pretesto per espellere diplomatici russi dal paese. Nel frattempo, il comune di Praga ha chiesto la restituzione di parte del terreno su cui sorge l’ambasciata russa nella capitale, e le autorità nazionali hanno anche inserito nella lista dei ricercati Aleksander Petrov e Ruslan Boshirov, sospettati dell’avvelenamento dell’ex agente segreto Sergej Skripal nel Regno Unito, nel 2018. I due (con presunti legami con Gru e Svr) si sarebbero infatti trovati in Repubblica Ceca all’epoca delle esplosioni.

Non solo: a rischio anche la cooperazione economica bilaterale, dopo che il vicepremier ceco Karel Havlicek ha annunciato ieri l’esclusione della società statale russa Rosatom dalla gara per la costruzione di una nuova unità di potenza nella centrale nucleare di Dukovany, nella parte sudorientale del paese. Una decisione spinta dal primo ministro Babis in persona, come ulteriore forma di ritorsione contro le autorità russe.

* Fonte: Emiliano Squillante, il manifesto

 

ph by Jiří Vítek, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons



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