Ucraina. La Russia colpisce un ospedale pediatrico a Kiev

Ucraina. La Russia colpisce un ospedale pediatrico a Kiev

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22 vittime nella struttura ospedaliera della capitale, 36 morti totali negli attacchi di ieri. Parla il capo missione di Soleterre

 

Una pioggia di missili russi ha colpito l’Ucraina in quello che è uno degli attacchi aerei più devastanti degli ultimi mesi. Colpita in modo durissimo Kiev, dove l’ospedale pediatrico Okhmatdyt, in pieno centro, è stato centrato da missili iper-sonici Kinzhal e il bilancio è di almeno 22 morti. A Kryvyi Rih si contano altri 10 caduti e si hanno notizie di vittime anche a Dnipro, Kramatorsk e Slovjansk. A fine giornata, mentre si scava ancora tra le macerie, il bilancio provvisorio è di 36 vittime e 137 feriti.

UNANIME il coro di condanne ai raid russi. Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha definito «particolarmente scioccanti» gli attacchi contro l’ospedale Okhmatdyt dove si curavano bambini malati di tumore.

Abbiamo raggiunto al telefono Gioele Scavuzzo, capomissione di Soleterre in Ucraina, che proprio nell’ospedale pediatrico colpito ieri aveva degli operatori al lavoro e aveva attuato un importante piano di investimenti. «Siamo in Ucraina da molti anni, già da prima della guerra, e all’ospedale di Okhmatdyt avevamo un progetto in corso dal 2018. Grazie a diversi partenariati, e soprattutto a una sovvenzione importante della cooperazione italiana, eravamo riusciti a raccogliere finanziamenti per ampliare il reparto oncologico, per costruire nuove strutture, comprare nuovi macchinari. Da quando è scoppiata la guerra abbiamo iniziato anche a occuparci della riabilitazione psicofisica di bambini con disabilità, o di feriti a causa delle esplosioni e delle mine anti-uomo… ma dopo ieri mattina dovremo ricominciare tutto da capo. Insieme all’edificio sono state distrutte tutte le attrezzature, i farmaci e i dispositivi sanitari che avevamo già acquistato ed eravamo riusciti a donare all’ospedale dopo anni di lavoro. I reparti di chirurgia pediatrica, malattie infettive e riabilitazione da ieri mattina non esistono più. So che ora dovremo ricominciare tutto da zero e sia io sia i molti cooperatori del nostro progetto siamo pronti, ma vi dico la verità: ciò che è successo mi ha spezzato l’anima». Per fortuna non ci sono state vittime tra gli operatori della Onlus, «anche se purtroppo già sappiamo che una dottoressa che conoscevamo è deceduta durante l’attacco». Le notizie ufficiali, al momento di andare in stampa, non specificavano se tra le vittime figurino anche alcuni dei minori degenti.

SCAVUZZO descrive l’attacco di ieri come uno dei più duri dall’inizio della guerra. «Grazie a un grande lavoro di squadra, tuttavia, siamo riusciti a evacuare circa 35 bambini verso altre strutture sanitarie. Si tratta di bambini con il cancro, che non possono essere spostati in centri generici e le cui famiglie, spesso, hanno bisogno di supporto anch’esse».

GLI OPERATORI da ieri si stanno prodigando per fornire anche assistenza di tipo umanitario, acqua e cibo in particolare. Chiediamo a Scavuzzo, che conosce bene l’area, cosa risponde alle fonti russe che citano non meglio specificate «strutture strategiche ucraine nell’area dell’ospedale» come motivo dell’attacco. «Nel quartiere dove si trovava l’ospedale ci sono alcuni palazzi governativi, ma si tratta del ministero delle Infrastrutture, non della Difesa o degli Interni, non credo che qualcuno possa considerare quello un obiettivo strategico che giustifica un raid così massiccio, condotto tra l’altro con missili Kinzhal che hanno un potere distruttivo elevatissimo e riescono a colpire con precisione quasi chirurgica a quanto pare. Quindi se hanno colpito l’ospedale volevano colpire l’ospedale». Ma perché? «È difficile dirlo ma ricordo che un paio di mesi fa si era diffusa una notizia secondo la quale i russi stavano per attaccare gli ospedali di Kiev accusando gli ucraini di utilizzarli per la riabilitazione dei soldati feriti al fronte». Infatti in quel periodo c’è stata una prima, ridotta, evacuazione di bambini dall’ospedale pediatrico. Ma all’epoca non successe nulla. «Per la sua esperienza dentro e fuori la struttura sanitaria» chiediamo al capomissione Soleterre, «può testimoniare che non c’era nulla di tutto ciò, nessun militare?». «Nessun militare e neanche nessun adulto, solo bambini».

SUBITO DOPO l’attacco da Mosca hanno dichiarato che si è trattato di «un attacco combinato con armi di precisione a lungo raggio contro siti militari-industriali e basi aeree ucraine in ritorsione ai tentativi del regime di Kiev di infliggere danni alle strutture energetiche ed economiche russe» e che «gli obiettivi dell’attacco sono stati raggiunti e distrutti». La distruzione dell’ospedale Okhmatdyt sarebbe stata causata dalla contraerea ucraina che ha tentato di intercettare i missili russi. Ma da Kiev negano categoricamente e i Servizi ucraini sostengono di aver «già trovato prove rilevanti: in particolare frammenti dello scafo della parte posteriore del missile Kh-101 con un numero di serie e parte del timone dello stesso missile».

* Fonte/autore: Sabato Angieri, il manifesto



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