Summit Obama-Putin dialogo sulla Siria “Pronti a collaborare”

Summit Obama-Putin dialogo sulla Siria “Pronti a collaborare”

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NEW YORK. «Molto utile e franco». Questo il commento del presidente russo, Vladimir Putin, a conclusione del suo incontro con Barack Obama a margine dell’Assemblea Generale Onu. «C’è molto da fare — ha aggiunto Putin — ed esiste un’opportunità di lavorare insieme agli Usa per risolvere problemi comuni ». Con Obama, Putin «intende lavorare per superare le divergenze esistenti» a partire dal ruolo che Assad può avere nella fase di transizione: nessuno per Obama, centrale per il presidente russo (secondo cui il destino del dittatore siriano sarà deciso dal suo popolo, non dal presidente americano o da quello francese), e certo per alcuni Paesi occidentali come la Germania ed il Regno Unito. Putin ha aggiunto che è pronto a migliorare le relazioni con gli Usa e che non esclude di prendere parte a operazioni militari aeree contro l’Is sotto mandato Onu con l’Occidente. Putin (secondo cui «i raid aerei in Siria non sono legali perché non c’è l’autorizzazione dell’Onu»), ha chiarito che la Russia intende sì rafforzare ulteriormente il suo sostegno al governo di Assad, ma eslcude di coinvolgere direttamente le sue truppe nella guerra in corso da marzo 2011. «Stiamo pensando a come aiutare ancora di più l’esercito siriano — ha spiegato — ma per quanto riguarda le truppe di terra non si è mai parlato di un coinvolgimento russo» nella guerra contro Isis e gli altri gruppi anti-Assad».
Il momento-clou è arrivato nel pomeriggio di New York, quando Obama e Putin si sono incontrati a porte chiuse, in quello che è stato un vero e proprio mini-vertice. Fin dalla mattina però i due presidenti avevano incrociato i guantoni sul ring delle Nazioni Unite, mentre il segretario Onu Ban Ki-Moon, che non ha alcun potere reale per influire sul risultato, è stato costretto a limitarsi a un’accusa generale: «La paralisi diplomatica del Consiglio di Sicurezza che va avanti da 4 anni, ha messo la crisi in Siria fuori controllo». Il presidente cinese Xi Jinping ha poi fatto un importante annuncio: la Cina aderisce alle operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite pronta a «prendere la testa» con un corpo da 8mila uomini da dispiegare con breve preavviso e 100 milioni di dollari per peacekeeping a reazione rapida. Su questo tema il premier italiano ha precisato che l’Italia è già presente in 16 Paesi. «Oltre all’idea dei “caschi blu della cultura”, Renzi ha offerto all’Onu un battaglione di fanteria specializzata, uno squadrone di elicotteri ( non da combattimento), e una compagnia di circa 400 soldati del Genio Militare.
Il presidente americano ha ammesso gli errori in Libia («Avremmo dovuto fare di più per assicurare stabilità»), rivendicato l’accordo sul nucleare con Teheran («Dobbiamo evitare la Terza Guerra Mondiale ») e ammonitoe Putin sull’Ucraina («Non possiamo stare a guardare mentre la Russia viola la sua sovranità»). Per Vladimir Putin c’è un solo modo per sconfiggere il terrorismo islamico: «Creare una coalizione davvero internazionale come quella che ha sconfitto Hitler».


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