Canale di Sicilia, diecimila persone soccorse in due giorni

Mediterraneo. Lentezza nelle procedure di identificazione, profughi bloccati a bordo. «È vergognoso, così si ritarda l’accesso all’assistenza» denuncia Michel Telaro di Medici senza frontiere

Alfredo Marsala, il manifesto • 6/10/2016 • Diritti umani & Discriminazioni, Europa, Immigrati & Rifugiati • 908 Viste

Non si arrestano i flussi migratori. In due giorni sono state soccorse 10 mila persone nel canale di Sicilia, 4.655 soltanto ieri. Una migrazione senza sosta con decine di vittime, che sta mandando in tilt il sistema dell’accoglienza.

Solo ieri sono stati recuperati 28 cadaveri nel corso di 33 operazioni di soccorso di 27 gommoni, 5 piccole imbarcazioni e un barcone, raggiunti tutti al largo delle coste della Libia. I 28 cadaveri si aggiungono ai dieci che erano stati recuperati due giorni fa, quando erano stati salvati altri seimila migranti. Oggi 22 salme su un barcone trainato dalla nave Astral sbarcheranno ad Augusta, dove è attesa anche la Libra della marina militare con 1.008 superstiti. Numeri impietosi, dietro cui ci sono storie di uomini, donne, bambini.

In Sicilia gli hot spot creati dal ministro Angelino Alfano e voluti da Bruxelles, che ne invoca almeno altri due, sono al collasso. Gli sbarchi si susseguono uno dietro l’altro, con numeri monstre e la macchina dell’accoglienza rischia di esplodere. A Palermo ieri mattina è approdata la nave Bourbon Argos di medici senza frontiere con 1.020 migranti. Tra i profughi anche 161 donne e 15 minori. Le operazioni di sbarco sono state lunghissime, dopo ben 12 ore almeno 200 migranti erano ancora bloccati sulla nave per la lentezza delle procedure di identificazione nella banchina. E molti hanno dovuto trascorrere la notte sul ponte della Bourbon Argos, approdata questa mattina nel porto di Palermo con oltre mille migranti soccorsi nel Canale di Sicilia, sono più di 200 i profughi ancora bloccati a bordo a causa della lentezza nelle procedure di identificazione che si svolgono in banchina. «È semplicemente vergognoso – dice Michel Telaro, coordinatore del progetto Bourbon Argos di Msf – che a causa delle lente procedure venga ritardato in questo modo l’accesso all’assistenza primaria per queste persone cosi vulnerabili. Questo ritardo rallenterà la ripartenza della nostra nave, in un momento in cui migliaia di persone sono in mare, con il triste bilancio dei morti che continua ad aumentare».

Dalla Sicilia occidentale a quella orientale la situazione d’emergenza è la stessa. A Catania sono arrivate 1.007 persone: in realtà tre in più rispetto alle previsioni. Durante la traversata nella nave Dattilo sono stati partoriti tre bimbi, due maschi e una femmina. Quasi nelle stesse ore, a Messina sono giunti 664 persone a bordo della Boat Refugee, nave umanitaria tedesca; nel pomeriggio 50 migranti sono arrivati a Porto Empedocle, soccorsi da una motovedetta della guardia costiera. E oggi a Pozzallo arriverà la nave Corsi della guardia costiera con 450 sopravvissuti.

Altro fronte caldo è la Calabria. La Aquarius, nave di sos mediterranee che opera in partenariato con medici senza frontiere, ne ha sbarcati 725 nel porto di Vibo Valentia: i profughi erano stati salvati lunedì scorso mentre si trovavano al largo della Libia, a nord ovest di Tripoli. Si tratta di 529 uomini, 191 donne (118 viaggiavano da sole e 10 incinta) e 198 minorenni, 178 dei quali non accompagnati. Tra loro anche 9 bambini sotto i 5 anni. Due donne hanno denunciato di essere state vittime di violenze sessuali. A Taranto la nave militare spagnola Navarra è attraccata in porto con 522 migranti: 328 uomini, 108 donne e 86 minorenni provenienti dal Nord Africa. E ancora: altre 417 persone sono giunte a Reggio Calabria con la nave Dignity di Msf, tra loro 267 uomini, 58 donne e 92 minori, 84 dei quali non accompagnati. A bordo anche un cadavere, quello di una donna di 25 anni al quinto mese di gravidanza, morta per arresto cardiaco.

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