Marine Le Pen imita Trump “Francia fuori da Ue e Nato”

La leader Fn lancia la corsa per l’Eliseo. I sondaggi: sarà al ballottaggio “Stretta sulle frontiere, niente sussidi agli irregolari, via chi è schedato”

Anais Ginori, la Repubblica • 6/2/2017 • Internazionale, Politica & Istituzioni • 581 Viste

LIONE. “On est chez nous!”, padroni a casa nostra. Il coro risuona più volte durante il lungo discorso di Marine Le Pen. La leader del Front National ha presentato ieri il suo programma davanti a tremila militanti. Non è il trumpiano “America First”, ma quasi. E infatti non appena Le Pen cita la scelta di “libertà” del popolo americano, il riferimento al nuovo inquilino della Casa Bianca è accolto da un’ovazione nella sala. «Trump rispetta le sue promesse, mantiene gli impegni presi nell’interesse degli elettori» commenta la leader frontista presentando a sua volta 144 impegni di governo. Una miscela esplosiva di xenofobia, chiusura delle frontiere, patriottismo economico, isolazionismo sul piano internazionale.
Nella sua dottrina, illustrata per oltre un’ora, Le Pen ripete la classica contrapposizione tra “patrioti” e “globalisti”, con una nuova distinzione: esiste una globalizzazione finanziaria, portata avanti dal capitalismo, spiega, ma anche quella del terrore, spinta dal jihadismo. «Siamo in guerra contro il fondamentalismo islamico » annuncia dopo aver fatto un applaudito omaggio ai militari attaccati al Louvre tre giorni fa. Il comizio di Lione segna il vero lancio della campagna elettorale della candidata Fn, unico punto fermo in un paesaggio politico ancora sorprendentemente incerto. I sondaggi non hanno mai smesso di prevedere la sua presenza al ballottaggio del 7 maggio, anche se non si sa più quale sarà l’avversario: François Fillon azzoppato dagli scandali potrebbe essere eliminato al primo turno, superato da Emmanuel Macron.

“Marine”, così come si presenta nei volantini, ha finalmente svelato il suo programma: 12 pagine con 144 proposte per «rimettere in ordine la Francia». Sull’Europa ha scelto un approccio meno drastico, per non spaventare l’elettorato più anziano. Le Pen non vuole più l’addio immediato all’Ue ma propone di fare come David Cameron: aprire una trattativa di sei mesi con Bruxelles e poi convocare un referendum sul Frexit. Sull’immigrazione Le Pen si ispira invece a Theresa May con l’idea di introdurre nella Costituzione una «priorità nazionale» per escludere gli stranieri da alcuni sussidi e servizi pubblici, tra cui la scuola. La leader Fn non parla di “muslim ban” ma vuole uscire dallo spazio Schengen, ripristinare le frontiere, limitare a 10mila gli ingressi legali degli stranieri e impedire che chi entra illegalmente possa ottenere un permesso di soggiorno. «I migranti senza papiers – continua Le Pen – non avranno nessun sussidio, nessuna assistenza medica, nessuna pensione». L’estrema destra prevede anche di abolire lo ius soli, che esiste da secoli in Francia.
Sul piano della sicurezza, Le Pen propone l’assunzione di 15mila poliziotti, la «presunzione di legittima difesa» per le forze dell’ordine e la creazione di 40mila nuovi posti in prigione. «Gli stranieri schedati dall’antiterrorismo saranno espulsi, le moschee radicali chiuse e i predicatori d’odio mandati via». Al livello internazionale, con una vittoria del Fn la Francia uscirà dalla Nato e aumenterà l’investimento nella Difesa dal 2 al 3% del Pil. Le Pen ha invece rinunciato al ripristino della pena di morte, storico cavallo di battaglia del partito.
Poche le novità al livello economico. Come nel 2012, il programma del Fn prevede un ritorno a 60 anni dell’età pensionabile. La patrimoniale sarà mantenuta mentre sarà diminuito l’Irpef sulle prime fasce di contribuenti. Il programma economico è considerato poco credibile da diversi esperti che non vedono la copertura finanziaria di molte misure. Le Pen promette ad esempio di instaurare una nuova tassa del 3% sulle importazioni per «finanziare il potere d’acquisto dei contribuenti più poveri», senza dettagliare le somme. Infine, nel programma sono inserite una serie di riforme istituzionali come introdurre una quota di proporzionale (30%) all’Assemblée Nationale, diminuire da 577 a 300 deputati e da 348 a 200 i senatori, e la possibilità di indire referendum di iniziativa popolare, a partire da cinquecentomila firme, seguendo il modello italiano.

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