Covid-19. Contagi in aumento, calano i decessi

Il rapporto dell’Istituto superiore di sanità: «L’età media è scesa a 29 anni». Secondo i dati elaborati dalla fondazione Gimbe: «I nuovi casi sono aumentati del 92,4% in sette giorni»

Giansandro Merli * • 28/8/2020 • Salute & Politiche sanitarie, Studi, Rapporti & Statistiche • 237 Viste

Sono 1.411 i nuovi casi di Covid-19 comunicati ieri dal ministero della Salute e relativi alle 24 ore precedenti. Mercoledì erano stati 1.367, 44 in meno, ma bisogna considerare il nuovo record di tamponi eseguiti: 94.024 (+524). Il rapporto tra test e contagi rimane quindi costante e si colloca intorno all’1,5%. Diminuisce invece il numero di morti: cinque contro tredici del giorno precedente. E questa è un’ottima notizia perché, almeno per ora, mantiene schiacciata in basso e quasi piatta la curva dei decessi, nonostante quelle che indicano i nuovi contagi e gli attuali positivi abbiano cambiato direzione nel mese di agosto, virando nuovamente verso l’alto.

LE REGIONI che registrano il maggior numero di nuovi casi sono Lombardia (+286), Emilia-Romagna (+171) e Lazio (+152). Intorno alla capitale si registra una prevalenza di «casi da rientro», circa i due terzi, e in particolare collegati alla Sardegna, intorno al 46%. L’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato ha affermato: «sui test siamo pronti ad andare avanti anche se dall’isola non sarà assicurata la reciprocità». Il lato opposto della sfortunata classifica dei nuovi positivi è occupato da Valle d’Aosta e Molise, entrambe segnano +1.

IL TOTALE dei casi accertati in Italia dall’inizio dell’epidemia sale a 263.949. I deceduti raggiungono quota 35.463 e i guariti 206.554. Sono 21.932 i positivi attualmente confermati. Di questi 20.734 si trovano in isolamento domiciliare, 1.131 sono ricoverati in ospedale e altri 67 in terapia intensiva (due in meno di mercoledì).

IERI sono stati pubblicati anche i dati elaborati dalla fondazione Gimbe rispetto alla settimana 19-25 agosto. Comparandoli con quelli dei sette giorni precedenti i nuovi positivi sono passati da 3.399 a 6.538, che in termini percentuali significa +92,4%. L’aumento è da rapportare anche al numero dei casi testati, che da 180.300 diventano 309.127, ma non è riducibile a esso. La crescita percentuale delle persone sottoposte a test, infatti, è inferiore: +71,5%. Tende verso l’alto anche la curva dei ricoverati con sintomi, che salgono di 215 unità (+25,5%), e quella dei pazienti in terapia intensiva, otto in più (+13,8%).

GIMBE segnala come nel cuore dell’estate quasi tutti i principali indicatori registrino trend in aumento. In poco meno di un mese, e cioè tra il 28 luglio e il 25 agosto, i ricoveri in terapia intensiva sono cresciuti da 40 a 66 (+65%) e quelli in ospedale da 749 a 1.058 (+41,3%).

Nelle due settimane corrispondenti, 15-21 luglio e 19-25 agosto, i nuovi casi sono passati da 1.736 ai già menzionati 6.538. L’aumento è del 276,6%, ma bisogna tenere in conto anche la progressiva crescita della capacità di eseguire i tamponi. Così il rapporto tra positivi e casi testati conferma un trend crescente, ma più lento: dallo 0,9% al 2,1%.

ANCHE l’Istituto superiore di sanità (Iss) ha diffuso le elaborazioni dei dati settimanali, stavolta relativi al periodo 17-23 agosto. L’età media dei contagiati scende a 29 anni. Salgono a 1.374 i focolai attivi, di cui 490 nuovi. In quattro casi su cinque il virus è contratto sul territorio nazionale (solo il 20% viene dall’estero), mentre i casi «importati» da altra regione o provincia passano dal 2,3% della settimana precedente al 15,7%. «La popolazione sia consapevole del peggioramento della situazione epidemiologica e dell’importanza di rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione», ammoniscono dall’Iss.

PER IL PRESIDENTE di Gimbe Nino Cartabellotta «non bisogna concedere ulteriori vantaggi al coronavirus, tanto più che i numeri riflettono sempre comportamenti di 3-4 settimane fa». L’invito alla prudenza e all’attenzione rimane valido nonostante, afferma, «è ragionevolmente certo che non rivedremo le drammatiche scene di marzo/aprile perché oggi la situazione epidemiologica è attentamente monitorata, il servizio sanitario è ben organizzato e, dunque, non potrà esserci alcun effetto sorpresa».

* Fonte: Giansandro Merli, il manifesto

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