Migranti. Al largo della Libia affonda un gommone, almeno 40 le vittime

Migranti. Al largo della Libia affonda un gommone, almeno 40 le vittime

Almeno 40 migranti sono dispersi nel primo naufragio del 2021 avvenuto al largo delle coste di Zuara, in Libia. A renderlo noto è stata l’ong Alarm Phone secondo la quale solo 10 persone sarebbero sopravvissute. «Siamo tristi e arrabbiati. Unione europea, smetti di uccidere le persone con le tue frontiere», ha denunciato l’organizzazione. Il naufragio è stato confermato anche dallOrganizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e dall’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr). Secondo lo staff dell’Oim e dell’International Rescue Cmmittee (Irc), partner di Unhcr, i dieci migranti sopravvissuti sarebbero stati portati a Zuara dalla cosiddetta Guardia costiera libica.

L’imbarcazione, salpata nelle prime ore di martedì, ha avuto un problema al motore poche ore dopo la partenza e si è rovesciata a causa del maltempo. I sopravvissuti, principalmente cittadini di Costa d’Avorio, Nigeria, Ghana e Gambia, hanno riferito che i compagni di viaggio annegati o dispersi erano tutti uomini provenienti da Paesi dell’Africa occidentale.

Nel corso della loro permanenza nel porto di Zuara, i sopravvissuti al naufragio hanno ricevuto assistenza da parte del personale dell’Oim e dell’Irc che hanno fornito loro cibo, acqua e cure mediche. Lo scorso anno sono state centinaia le persone che hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo centrale, che resta la rotta migratoria più pericolosa del mondo.

L’Oim e l’Unhcr temono che, a causa della limitata capacità di monitorare queste rotte, il numero reale di persone morte nel Mediterraneo centrale nel 2020 potrebbe essere più alto di quanto si pensi. Ma hanno anche ribadito il loro appello alla comunità internazionale affinché la situazione nel Mediterraneo venga urgentemente affrontata con un approccio diverso.

«L’ennesima tragedia che poteva essere evitata», ha scritto in un tweet il deputato di LeU Erasmo Palazzotto.

* Fonte: il manifesto



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