Ucraina. Riparte il negoziato: tra i punti l’opzione del cessate il fuoco

Ucraina. Riparte il negoziato: tra i punti l’opzione del cessate il fuoco

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Guerra ai civili. L’Onu condanna l’invasione russa: 141 favorevoli, 5 contrari, Cina e India astenute

 

Ieri le truppe russe hanno aumentato l’intensità delle proprie operazioni procedendo all’accerchiamento di tre città considerate fondamentali da un punto di vista strategico, Kherson, Kharkiv e Mariupol.

Sulla capitale Kiev – svuotata di giornalisti e di molta della sua popolazione alla ricerca di un posto sui treni verso le zone occidentali del paese, incombe un ulteriore assalto che renderà particolarmente delicati i negoziati che si svolgeranno oggi nella foresta di Bialowieza al confine tra Bielorussia e Polonia.

SECONDO QUANTO specificato dal capo della delegazione russa, Vladimir Medinsky, il luogo sarebbe stato scelto di comune accordo con governo e delegazione ucraina. Mosca avrebbe assicurato un corridoio di sicurezza ai negoziatori ucraini, partiti nella serata di ieri come confermato da fonti governative ucraine.

Sul tavolo il cessate il fuoco, urgente per fermare quello che appare sempre più come un’operazione devastante per i civili e viatico per eventuali negoziati futuri sull’assetto dell’Ucraina. Su un eventuale cessate il fuoco, sempre che ci si arrivi, peserà quanto accaduto ieri e quanto potrebbe accadere nella notte.

L’Ucraina, oltre alle sanzioni e all’unità europea per quanto riguardo il supporto militare, potrà contare anche sul voto di ieri all’Assemblea straordinaria delle Nazioni Unite, evento raro, prima di ieri si era riunita solo 11 volte in sessione straordinaria dalla fondazione dell’organizzazione.

LA RISOLUZIONE CHE DEPLORA l’invasione russa e chiede il ritiro delle truppe di Mosca e un cessate il fuoco immediato è stata votata a stragrande maggioranza con 141 favorevoli (tra cui Brasile, Serbia e Turchia, cinque contrari (Russia, Bielorussia, Corea del Nord, Eritrea e Siria) e 35 astenuti tra cui Cina, India e Vietnam.

Il voto non è vincolante ma è pur sempre una testimonianza dell’isolamento di Mosca, considerando per altro che l’astensione della Cina seppur scontata, non garantisce da azioni di Pechino che – seppure nella loro ambiguità – non indicano più un sostegno convinto alla Russia.

IN ATTESA del secondo round di negoziato, dall’Ucraina le notizie si rincorrono tra annunci, smentite e comunicazioni ufficiali come quelle di Mosca che ieri ha dichiarato che nel corso delle operazioni sarebbero morti 498 soldati russi (1.597 i feriti). Nella mattinata di ieri la Russia aveva affermato di aver conquistato la città meridionale di Kherson, base strategica per inoltrarsi all’interno o virare su Odessa e per ovviare alle problematiche idriche della Crimea sopraggiunte da quando Kiev ha tagliato l’approvvigionamento attraverso la chiusura di un corso d’acqua. Ma Kiev ha smentito confermando però l’accerchiamento.

La zona nella quale sarebbe in corso i combattimenti più cruenti è Mariupol, porto strategico ucraino, la cui conquista consentirebbe ai russi di raggiungere l’obiettivo (non a caso fu uno dei teatri degli scontri più terribili anche nel 2014) della continuità territoriale tra Crimea e Russia.
Nella serata di ieri la Reuters ha riportato che il consigliere del ministero degli interni ucraino Anton Herashchenko avrebbe segnalato una potente esplosione sentita vicino alla stazione ferroviaria centrale di Kiev.

ANCHE UN TESTIMONE della Reuters a Kiev ha riferito di aver sentito l’esplosione. Negli stessi minuti la Svezia ha denunciato quattro incursioni aeree russe sul proprio spazio aereo. Ieri si è fatta sentire anche l’Organizzazione mondiale della sanità che ha espresso «forte preoccupazione in relazione a presunti attacchi contro presidi sanitari in Ucraina».

Tedros Adhanom Ghebreyesus ha spiegato di aver ricevuto «diverse notizie non confermate di attacchi su ospedali e infrastrutture e di un incidente confermato, la scorsa settimana, in cui un ospedale è finito attacco di armi pesanti, uccidendo quattro persone e ferendone dieci, tra cui anche sei operatori sanitari».

LE AUTORITÀ UCRAINE avevano accusato Mosca di aver attaccato un ospedale a Kharkiv. L’agenzia Onu ha ribadito l’appello all’apertura di corridoi umanitari per garantire la fornitura di materiali sanitari, a partire dall’ossigeno.

 

* Fonte/autore: Simone Pieranni, il manifesto



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