Chiara Saraceno: «Disoccupazione, l’antidoto è il reddito minimo»

Chiara Saraceno: «Disoccupazione, l’antidoto è il reddito minimo»

Pro­fes­so­ressa Chiara Sara­ceno, nel suo ultimo libro «Il lavoro non basta» (Fel­tri­nelli) sostiene che la crisi ha col­pito gio­vani, donne e minori. Per quale ragione?

In ter­mini quan­ti­ta­tivi sono loro i più deboli, ma ci sono anche i lavo­ra­tori anziani espulsi dal mer­cato del lavoro, assi­mi­la­bili alla cate­go­ria dei «lavo­ra­tori poveri». I gio­vani non li pren­dono per­ché non hanno espe­rienza, gli anziani per­ché sono troppo vec­chi. Que­sta situa­zione è cau­sata a una que­stione gene­ra­zio­nale, ma non biso­gna tra­scu­rare l’esistenza delle dif­fe­renze di classe e geo­gra­fi­che tra Nord e Sud.

Chiara Saraceno, autrice de "Il lavoro non basta"
Chiara Sara­ceno, autrice de “Il lavoro non basta”

Per l’Ocse una delle cause del feno­meno dei «Neet» è la man­cata cor­ri­spon­denza («mismatch») tra la scuola e l’impresa. È d’accordo?
Sarà anche vera l’esistenza del «mismatch», ma in Ita­lia esi­ste un alto tasso di eva­sione sco­la­stico e di abban­dono nei primi anni della scuola media e supe­riore. Que­sta situa­zione è creata dalla dif­fi­coltà del nostro sistema di istru­zione nel trat­te­nere soprat­tutto i più vul­ne­ra­bili, i ragazzi con meno moti­va­zioni e meno soste­gni di tipo cul­tu­rali e sociali da parte delle fami­glie, neces­sari per spin­gerli a fre­quen­tare le lezioni. Prima del man­cato rap­porto tra la scuola e l’impresa, biso­gna affron­tare il pro­blema della for­ma­zione di base, della moti­va­zione per­so­nale, della matu­ra­zione di un inte­resse ad avere una for­ma­zione di qual­che genere. Que­stioni che non mi sem­brano siano affron­tate nella riforma della scuola.

Le più pena­liz­zate tra i Neet sono le donne. La crisi ha peg­gio­rato uno dei pro­blemi prin­ci­pali del mer­cato del lavoro?
Siamo tra i paesi con più Neet tra le donne già da qual­che anno. E que­sto avviene soprat­tutto nel mez­zo­giorno. Vor­rei però ricor­dare che viviamo in un con­te­sto dove le donne stu­diano più degli uomini. Per loro la for­ma­zione conta di più per evi­tare di essere con­fi­nate in un mer­cato di basse qua­li­fi­che. Il dato ita­liano dimo­stra inol­tre che si è ridotto il gap con gli uomini. Que­sto si spiega per­ché sono molto aumen­tati i Neet tra gli uomini, è uno degli effetti dello sco­rag­gia­mento nell’istruzione e nella ricerca del lavoro. Quei gio­vani uomini che un tempo tro­va­vano un’occupazione, anche con qua­li­fi­che basse, oggi non tro­vano nem­meno lavori di que­sta tipo­lo­gia. È un caso di ugua­glianza al ribasso.

Una delle cause dell’esplosione della disoc­cu­pa­zione gio­va­nile può essere adde­bi­ta­bile alle poli­ti­che del lavoro dell’ultimo qua­drien­nio?
Que­ste poli­ti­che, in Ita­lia come in Europa, si sono foca­liz­zate sull’offerta del lavoro e non sulla domanda del lavoro. Ciò ha por­tato in Ita­lia a con­cen­trarsi sulla riforma delle tipo­lo­gie con­trat­tuali e non ad inve­stire nei pro­cessi for­ma­tivi, nell’accompagnamento e nell’integrazione delle per­sone che sono più fra­gili. È stata una poli­tica dell’offerta miope quella che ha lavo­rato esclu­si­va­mente sulla licen­zia­bi­lità e non su quello che si defi­ni­sce «capi­tale umano» dove si è inve­stito pochissimo.

Per un periodo si è pen­sato che la solu­zione per i Neet fosse la «Garan­zia gio­vani». Ha fun­zio­nato?
I gio­vani si sono iscritti di più nel Sud, come è ovvio che sia. Se guar­diamo i dati la mag­gio­ranza ha alti livelli di istru­zione e di qua­li­fica pro­fes­sio­nale. Que­sto signi­fica che non c’è stata un’azione di coin­vol­gi­mento dei ragazzi che avreb­bero dovuto essere oggetto di que­ste poli­ti­che dato che non hanno risorse e cono­scenza. Del resto, se per iscri­versi a garan­zia gio­vani c’è biso­gno di com­pi­lare un modulo online signi­fica com­pli­care l’accesso. Poi ci si sono messe le lun­ghe attese per i col­lo­qui e la dif­fi­coltà di avere con­crete offerte di lavoro. Tutto que­sto crea ulte­riore sco­rag­gia­mento tra gli iscritti.

Il Jobs act risol­verà que­sti pro­blemi?
Al di là del fatto che il con­tratto a tutele cre­scenti è un’altra forma di pre­ca­rietà e che vedremo cosa acca­drà quando fini­ranno gli incen­tivi, si con­ti­nua a dire che il mer­cato del lavoro è troppo rigido, pro­tetto, men­tre è vero il con­tra­rio. Ripeto, il pro­blema non è l’offerta, ma la domanda. Le imprese non sono com­pe­ti­tive, già prima della crisi si erano ada­giate sull’impiego di lavoro poco qua­li­fi­cato. Oggi chi ha retto di più ha nel frat­tempo inno­vato, orien­tan­dosi sulle espor­ta­zioni. Se non si aumenta la domanda di lavoro in modo sostan­zioso potremo con­ti­nuare a fles­si­bi­liz­zare i con­tratti, ma non ci sarà aumento di lavoro. Ci sarà solo il pas­sag­gio da un con­tratto all’altro.

Il red­dito minimo garan­tito può essere una solu­zione?
Certo. In una situa­zione in cui non c’è abba­stanza lavoro per chi lo vor­rebbe, non si può con­ti­nuare ad aspet­tare che il lavoro arrivi. Nell’attesa le per­sone devono vivere e le occu­pa­zioni che tro­vano non garan­ti­scono un red­dito suf­fi­ciente. Oggi biso­gna capire che non tutti sono sem­pre in con­di­zione di lavo­rare per il mer­cato. In alcuni momenti della vita i cari­chi fami­liari, le disa­bi­lità psi­co­fi­si­che o altri eventi pos­sono ren­dere dif­fi­cile la ricerca. In altri paesi que­sto lo hanno impa­rato, da noi invece no e si con­ti­nua a soste­nere che il red­dito non è rea­liz­za­bile. Salvo poi met­tere in piedi finti mec­ca­ni­smi di pro­te­zione del lavoro come la cassa inte­gra­zione in deroga.

Ci sarà mai un red­dito minimo in Ita­lia?
Me ne occupo da 36 anni, oggi sono in molti a par­larne. Ogni momento è quello buono



Related Articles

Vinyls, «compleanno» amaro per i cassintegrati dell’isola

La protesta dell’Asinara diventata l’emblema della crisi. Un anno dopo ancora non c’è soluzione. Dopo vari rinvii la firma per il passaggio al fondo Gita dovrebbe arrivare a breve

Muos, disposto il sequestro

Niscemi. Il Gip di Caltagirone accoglie la richiesta della procura dopo il ricorso dei comitati. Il Movimento che si oppone al sistema di comunicazione satellitare ad uso esclusivo della Us Navy prepara una manifestazione per sabato 4 aprile

Pensioni agganciate ai prezzi Via il blocco fino a quota 3.000

Accordo Pd-Pdl per alleggerire i tagli degli adeguamenti Ma è scontro sulle coperture. L’ipotesi di un superprelievo

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment