Migranti, vescovi criticano Renzi: «Aiutarli a casa loro non basta»

Migranti. Monsignor Galantino (Cei): «E’ un modo per scrollarsi di dosso le responsabilità»

Marina Della Croce • 14/7/2017 • Diritti umani & Discriminazioni, Immigrati & Rifugiati • 595 Viste

La svolta renziana sull’immigrazione non piace ai vescovi, che non risparmiano critiche al segretario Pd. «La frase ‘aiutarli a casa loro’, se non si dice come e quando e con quali risorse precise, rischia di non bastare e di essere un modo per scrollarsi di dosso le responsabilità».
A dare voce al malessere è monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, che in questo modo ha sottolineato l’importanza dell’accoglienza per la Chiesa e criticato la scelta dei Paesi ricchi di chiudersi a chi cerca aiuto. Galantino ha respinto anche il tentativo di fare differenze tra profughi che scappano da un conflitto e chi, invece, cerca salvezza da fame e miseria, accogliendo i primi e respingendo i secondi. Distinguere tra profughi di guerra e migranti economici, ha detto, «è come fare la distinzione se uno preferisce morire impiccato o alla sedia elettrica».

Nei giorni scorsi, dopo che gli è piovuta addosso l’accusa di leghismo, il segretario del Pd ha provato a rimediare all’uscita infelice spiegando che per lui l’affermazione «aiutiamoli a casa loro» non aveva niente a che fare con la Lega nord. «Io ho detto aiutiamoli ‘davvero’ a casa loro perché è un principio ipocrita dire ‘aiutiamo i migranti a casa loro’ se poi tagli i fondi alla cooperazione internazionale, come ha fatto la Lega». Per Renzi, quindi, sarebbe necessario finanziare «chi opera in Africa, facendo investimenti energetici, aumentando la cooperazione, come abbiamo fatto noi che abbiamo appena triplicato i fondi».

Una spiegazione che ha diviso la Chiesa. Mentre i vescovi restano su una posizione di critica, il segretario di Stato del Vaticano, monsignor Pietro Parolin, ha aperto al segretario del Pd. «Io credo che il discorso dell’ ‘aiutiamoli a casa loro’ – ha spiegato Parolin – sia un discorso valido, nel senso che dobbiamo aiutare veramente questi paesi nello sviluppo, in modo tale che la migrazione non sia più una realtà forzata, ma sia libera».
Non è la prima volta che si registrano posizioni differenti trai vescovi e la Santa Sede. Qualche mese fa, quando le polemiche sulle Ong che salvano i migranti nel Mediterraneo erano più accese, mentre i vescovi si sono schierati a fianco delle Ong, l’Osservatore romano non escluse che l’inchiesta della procura di Catania avesse un fondamento.

Un punto, comunque, sembra accomunare le due parti della Chiesa, ed è la critica all’egoismo dell’Europa. «Tanta solidarietà a parole – ha scritto l’Osservatore -. Ma nei fatti l’Europa continua a restare inerte di fronte al dramma dell’immigrazione nel Mediterraneo e alle difficoltà dell’Italia».

FONTE: Marina Della Croce, IL MANIFESTO

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