Stati uniti. Tagli all’assistenza, la guerra di Trump contro i più poveri

La Casa bianca annuncia tagli all’assistenza per 688mila persone, le più vulnerabili: afroamericani, disabili e disoccupati. La Casa bianca (che non tassa i giganti del web) vuole risparmiare 5,5 miliardi di dollari in cinque anni

Marina Catucci * • 6/12/2019 • Internazionale, Interni, Welfare & Politiche sociali • 395 Viste

NEW YORK. L’amministrazione Trump sta operando quello che sembra essere un giro di vite contro gli afroamericani più poveri. La prima mossa riguarda la nuova norma che dovrebbe entrare in vigore ad aprile 2020 e che riguarda i food stamp, i buoni per acquistare cibo dati dal governo a chi non ha i mezzi necessari per acquistare di che nutrirsi.

Secondo il Supplemental Nutrition Assistance Program (Snap), si riceve la carta di credito prepagata se si prova di avere un lavoro o di starlo cercando attivamente. Il programma è federale ma è applicato dagli Stati secondo norme locali. I governatori degli Stati più disagiati, dove ci sono intere comunità che vivono in povertà, non applicano alla lettera la clausola riguardante il lavoro e concedono i food stamp anche a disoccupati cronici che probabilmente non riusciranno mai a trovare un lavoro stabile. E che il più delle volte sono afroamericani.

Trump, sostenendo che l’assistenza ai disoccupati e i buoni pasto non sono necessari in un’economia forte come quella che lui ha creato, vuole spingere gli Stati a smettere di fornire food stamp agli adulti disoccupati senza figli, applicando la legge alla lettera e facendo risparmiare quasi 5,5 miliardi di dollari in cinque anni.

Se da una parte il Tax Cuts and Jobs Act approvato da questa amministrazione permette a colossi come Amazon di pagare legalmente zero dollari di tasse, dall’altra toglie i buoni pasto alla fascia più vulnerabile. Chi accede a Snap è la fascia che vive sotto la soglia di povertà, i cosiddetti white trash, la spazzatura bianca, o pezzi di comunità nera, persone nate e cresciute in quartieri isolati, con accesso limitato all’istruzione e alla mobilità sociale, che passano da un lavoretto all’altro e che senza i buoni dello Stato non hanno di che sostenersi.

Molti democratici hanno anche sottolineato che le persone colpite tendono a vivere nelle aree rurali, spesso hanno problemi di salute mentale e disabilità e che la norma colpirà per lo più comunità nere e ispaniche, donne e persone Lgbtq. L’amministrazione ha dichiarato che a perdere l’accesso ai buoni pasto potrebbero essere almeno 688mila persone.

«La politica si rivolge alle persone molto povere che lottano per lavorare, molti senza tetto – ha affermato Stacy Dean, vice presidentessa della politica di assistenza alimentare al Center on Budget and Priorities – Togliere loro l’assistenza alimentare di base non farà che aumentare le difficoltà e la fame, non aiuta a trovare un lavoro a tempo pieno stabile».

La seconda mossa è del procuratore generale William Barr: «Alcune comunità», ha detto, devono rispettare e obbedire alla polizia o rischiano di perdere la loro protezione. «Devono iniziare a mostrare, più di quanto non facciano, il rispetto e il sostegno che le forze dell’ordine meritano».

Le sue parole sembrano una minaccia non troppo sottile per le comunità di colore, che hanno seri e legittimi problemi con il modo violento con cui sono trattate dalle forze dell’ordine, come ha rimarcato l’attivista per i diritti civili degli afroamericani DeRay Mckesson.

* Fonte: Marina Catucci, il manifesto

 

Photo: U.S. Department of Agriculture (USDA) Food and Nutrition Service (FNS) Disaster Supplemental Nutrition Assistance Program (DSNAP) registration station sign located inside the West Virginia Department of Health and Human Resources building located in Lewisburg WV, on July 27, 2016. USDA Photo by Stephen Ausmus [Public domain]

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