Annullata la sospensione: uccisa Lisa Montgomery, l’ultima vittima di Trump

Annullata la sospensione: uccisa Lisa Montgomery, l’ultima vittima di Trump

NEW YORK. Lisa Montgomery, 52 anni, è stata giustiziata con un’iniezione letale nel Federal Correctional Complex di Terre Haute, Indiana, e dichiarata morta durante la notte tra martedì e mercoledì all’1.31.
Era l’unica donna nel braccio della morte e la prima donna a essere giustiziata dal governo federale Usa dal 1953. Era stata condannata a morte nel 2008 da una giuria del Missouri per l’omicidio, avvenuto nel 2004, di una donna incinta otto mesi e per il rapimento del feto.

L’ESECUZIONE È ARRIVATA dopo un’intensa battaglia giudiziaria che si è svolta in più Stati. Martedì in Indiana il giudice federale Patrick aveva concesso a Montgomery una sospensione, poche ore prima che avvenisse, per farla sottoporre a un’udienza di competenza, chiesta dai suoi avvocati e volta a dimostrare come la sua grave malattia mentale l’avrebbe resa non ammissibile alla pena di morte.

«Il tribunale ha fatto bene – aveva dichiarato l’avvocato della donna, Kelley Henry – Come ha constatato, la signora Montgomery ha dimostrato la sua attuale inabilità a essere giustiziata. Ha danni cerebrali e gravi malattie mentali, esacerbate nel corso della sua vita dalle torture sessuali che ha subito da chi avrebbe dovuto occuparsi di lei. L’ottavo emendamento proibisce l’esecuzione di persone come la signora Montgomery che, a causa di gravi malattie mentali o danni cerebrali, non comprendono le cause della loro sentenza. La signora è mentalmente deteriorata e cerchiamo un’opportunità per dimostrare la sua incapacità mentale».

LA SENTENZA è stata poi annullata dalla corte d’appello di Chicago che ha aperto la strada all’esecuzione. In una sentenza separata una corte d’appello a Washington, DC, ha bloccato l’esecuzione per dare tempo alle udienze sul fatto che il Dipartimento di Giustizia aveva dato un preavviso insufficiente su la data di esecuzione di Montgomery.

Il Dipartimento di Giustizia ha contestato la sentenza. Lotte legali e decisioni sono continuate in più Stati per tutto martedì, fin ché una sentenza a mezzanotte della Corte Suprema ha consentito all’Ufficio federale delle prigioni di procedere con il piano per porre fine alla vita di Montgomery.

Gli avvocati della donna hanno anche presentato una petizione di clemenza chiedendo a Trump di commutare la sua condanna in ergastolo, senza alcun risultato.

La storia personale di questa donna è raccapricciante in ogni suo dettaglio, raccontato dalla sorella maggiore, Mattingly, con cui aveva vissuto fino a quando aveva quattro anni: erano entrambe sottoposte ad abusi fisici, psicologici e sessuali da parte della madre e dei suoi fidanzati, mentre il padre biologico delle bambine non aveva contatti con le figlie.

ALL’ETÀ DI OTTO ANNI la sorella maggiore era stata messa in affido e poi adottata da un’altra famiglia, mentre Lisa era rimasta in quella situazione degradata, dove ha sviluppato una seria instabilità mentale mai curata.

Con questo background Lisa Montgomery è diventata l’undicesimo condannato a morte federale a essere giustiziato dall’amministrazione Trump, che vanta tra i propri record quello di aver ripreso le esecuzioni federali dopo un’interruzione di 17 anni.

L’esecuzione di Montgomery è una delle tre che il Dipartimento di Giustizia aveva in programma per l’ultima settimana dell’amministrazione Trump.

Le altre due sono state fermate da un giudice federale: Cory Johnson, 52 anni, sarebbe stato giustiziato oggi per il suo coinvolgimento nell’omicidio di sette persone 30 anni fa, mentre Dustin John Higgs, 55 anni, sarebbe stato messo a morte domani per il suo coinvolgimento nell’omicidio di tre donne quasi vent’anni fa.

ENTRAMBI SONO risultati positivi al test per la Covid-19 e il giudice ha ordinato di ritardare le loro esecuzioni fino a metà marzo per consentire loro di guarire. Il Dipartimento di Giustizia, ancora trumpiano, ha presentato ricorso contro questa ordinanza, consapevole che il presidente-eletto Joe Biden bloccherà tutte le esecuzioni federali, come già annunciato dal suo team.

* Fonte: Marina Catucci, il manifesto



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