Clima. Europa, nucleare e gas non entrano tra le energie rinnovabili

Clima. Europa, nucleare e gas non entrano tra le energie rinnovabili

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Il Consiglio europeo non ha trovato l’accordo sull’energia, né sull’inserimento delle energie rinnovabili tra le fonti rinnovabili – una forzatura senza alcun fondamento scientifico -, né su come fronteggiare l’aumento eccessivo, immotivato, speculativo del prezzo del gas e di altre fonti fossili

 

Il Consiglio europeo non ha trovato l’accordo sull’energia, né sull’inserimento delle energie rinnovabili tra le fonti rinnovabili – una forzatura senza alcun fondamento scientifico -, né su come fronteggiare l’aumento eccessivo, immotivato, speculativo del prezzo del gas e di altre fonti fossili.

Questo stallo dovrebbe portare il governo Draghi ed in particolare il Ministro Cingolani, che hanno aperto al nucleare dopo l’incontro col presidente francese Macron, a ripensarci perché altri paesi europei, a partire dalla Germania, non sono d’accordo. Tanto più che il nuovo governo tedesco ha confermato la chiusura delle sue centrali nucleari per produrre energia elettrica entro la fine del 2022 e quindi faticherebbe a spiegare l’eventuale contraddizione tra le due posizioni ai tedeschi.

Avevamo chiesto al Governo Draghi, con un appello pubblico condiviso da migliaia di firme, di fermare lo scempio di una tassonomia europea scritta sotto dettatura di  Macron. Sarebbe questa una scelta priva di senso e di fondamento scientifico, utile solo a esaltare la scelta nuclearista di Macron che forse pensa così di fare concorrenza elettorale alla destra e di scaricare sui fondi europei i costi enormi del nuovo nucleare per i cittadini francesi se non sarà possibile usare i soldi dell’Europa. Soldi che la Francia non a caso ha chiesto solo a fondo perduto.

Da uno stallo potrebbero uscire le condizioni per tornare a dire la verità e ciè che sono fonti di energie rinnovabili solo acqua, vento, sole, terra, il resto non può ricevere incentivi europei vincolati a contenere l’aumento della temperatura entro 1,5 gradi.

Infine Cingolani dovrebbe decidersi a proporre un piano concreto, immediato, con scadenze ravvicinate, di nuovi investimenti nelle rinnovabili in Italia. Questo sarebbe il miglior contributo per contrastare l’aumento immotivato e speculativo del gas, che è aumentato perfino più del petrolio.

Accelerare per le rinnovabili è l’unico modo per contrastare l’aumento dei prezzi del gas ed entro il 2022 potremmo ottenere dei risultati importanti per il nostro paese.

* Fonte: Mario Agostinelli, Alfiero Grandi, Jacopo Ricci, il manifesto



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