«Tassonomia verde». La Commissione Ue non cambia il testo su gas e nucleare

«Tassonomia verde». La Commissione Ue non cambia il testo su gas e nucleare

Bruxelles. Il regolamento definitivo sulla «tassonomia verde» verrà adottato il 2 febbraio. Ira dei Grünen tedeschi: «L’europarlamento deve fermare questa follia»

 

Non è servita a nulla la netta bocciatura della bozza da parte degli esperti della finanza sostenibile: il regolamento sulla tassonomia energetica dell’Ue verrà presentato a Bruxelles mercoledì prossimo «senza grandi possibilità di modifica».

LO HA CONFERMATO ieri la commissaria europea ai Servizi finanziari, Maired McGuinness, nell’intervista alla Faz che ha mandato su tutte le furie i Verdi tedeschi. «Il Parlamento Ue deve fermare subito questa follia. Non possiamo continuare a essere ignorati nel processo decisionale» denuncia Michael Bloss, deputato europeo dei Grünen e co-relatore del pacchetto-clima, nell’appello ai colleghi contro il modus operandi della Commissione Ue guidata da Ursula von der Leyen.

Puntando il dito proprio sulla connazionale appiattita sulla linea nuclearista della Francia antitetica alla sua Germania. «Cosa ha ottenuto la presidente con l’etichetta green a gas e nucleare? Mercato diviso e senza certezze di investimenti, Stati dell’Ue spaccati in due gruppi, e resistenza crescente alla sua proposta nell’Europarlamento. Risultato per l’ambiente: zero» è l’elenco del triplice fallimento secondo Bloss.

MA TRA GLI EFFETTI NEGATIVI della politica di von der Leyen spicca anche la crepa all’interno dell’istituzione che presiede: il commissario austriaco al Bilancio, Johannes Hahn, ha annunciato l’intenzione di votare contro il documento finale sulla tassonomia se non cambierà la posizione su nucleare e gas. Non è la resistenza di un ambientalista duro e puro: Hahn fa parte del Ppe esattamente come la presidente della Commissione, la sua opposizione è incardinata sul fattore-tempo. «Una fonte energetica su cui dobbiamo investire per i prossimi quarant’anni semplicemente non è una tecnologia di transizione» taglia corto il commissario di Vienna.

La stessa critica che oltre a Germania e Austria accomuna Spagna, Danimarca, Portogallo e Lussemburgo, anche se l’attacco più duro alla Commissione viene dagli attivisti del Fridays For Future. «La tassonomia europea è la più grossa operazione di greenwashing di tutti i tempi» scandisce la leader Luisa Neubauer, poco disposta a scontare la responsabilità del cancelliere Olaf Scholz, difensore del gas come energia-ponte.

«Se Parigi ottenesse l’etichetta verde al nucleare e Berlino al gas sono certa che sarebbero tutti felici. Adesso il governo tedesco si proclama fermamente contrario alla fissione nella tassonomia, però sapeva bene a cosa andava incontro quando ha spinto per includere il gas. Durante la campagna elettorale erano stati affissi manifesti inneggianti al “cancelliere del Clima”, ma la verità è che Scholz continua a mostrare la sua chiara preferenza per i combustibili fossili».

IN OGNI CASO LA COALIZIONE Semaforo, almeno ufficialmente, non smette di pressare Bruxelles. Due giorni fa il ministro dell’Economia e Protezione del clima, Robert Habeck (Verdi), ha incontrato per la prima volta von der Leyen e i vice-presidenti Vestager, Dombrovskis, Timmermans e Sefcovic insieme ai commissari per l’Energia e il Mercato comune.

Girando a Bruxelles la proposta di Berlino per trasformare l’Europa nel primo continente a emissioni zero. «Un piano basato sulla tecnologia verde all’avanguardia: l’idrogeno» ha specificato Habeck provando a spostare il focus dell’Ue dall’atomo all’elemento chimico più diffuso in natura.

Altro che i minimi cambiamenti ammessi nella bozza Ue, dunque, ma la strategia della sostenibilità ambientale compresa ormai perfino a Pechino. «Nel 2021 la Cina ha installato più impianti eolici offshore che il resto del mondo negli ultimi cinque anni. Mentre qui in Europa continuiamo ad alimentare il finto dibattito sui nuovi reattori nucleari e i cosiddetti gasdotti verdi» fa notare il deputato Bloss, convinto che il gap diverrà incolmabile se i finanziamenti europei per la svolta ecologica verranno dirottati su uranio e metano.

* Fonte/autore: Sebastiano Canetta, il manifesto

 

 

Foto di Ben Kerckx da Pixabay



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