Muore sul lavoro a Carrara, schiacciato in una cava di marmo

La tragedia è avvenuta nelle prime ore della giornata lavorativa, nella cava Fiordichiara, che fa parte del bacino marmifero di Fantiscritti

Riccardo Chiari • 12/5/2018 • Salute & Sicurezza sul lavoro • 427 Viste

Sotto le Apuane si piange un altro morto nelle cave di marmo, secolare fonte di ricchezza per pochi e dolore per le tante vittime di un lavoro sempre ad altissimo rischio. La tragedia è avvenuta nelle prime ore della giornata lavorativa, nella cava Fiordichiara, che fa parte del bacino marmifero di Fantiscritti. Qui era impegnato a controllare i lavori Lorenzo Pampana, 58 anni, originario di Viterbo, che improvvisamente è stato colpito e schiacciato da una pala meccanica che stava manovrando.
I pur immediati soccorsi sono stati inutili, l’uomo era morto quasi all’istante. In cava sono arrivati gli agenti del locale commissariato, con loro i Vigili del fuoco e i tecnici della Asl, che hanno subito avviato tutti gli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica dell’incidente mortale. Gli investigatori hanno ascoltato alcuni testimoni, e hanno sostanzialmente confermato che ad uccidere Pampana, factotum dei recenti proprietari del bacino marmifero, sia stata la pala meccanica in manovra. Da sottolineare, peraltro, che in casi del genere l’area interessata dalle operazioni della pala dovrebbe essere rigorosamente off-limits ad altre presenze.
Allo sciopero proclamato dai lavoratori del marmo si è aggiunto il lutto cittadino a Carrara, deciso dalla giunta comunale pentastellata che amministra la città. Dal sindaco Francesco De Pasquale un pensiero ecumenico: «Probabilmente si è trattato di una tragica fatalità. Il mio pensiero va alla famiglia della vittima, e anche alla persona che stava manovrando la pala meccanica».
Nonostante che dal 2016, grazie agli sforzi congiunti delle istituzioni, degli organi di controllo e degli stessi imprenditori, non ci fossero stati incidenti mortali, il Primo Maggio scorso i sindacati confederali nazionali avevano iniziato la loro giornata di festa proprio a Carrara, ricordando le tante vittime nelle cave di marmo. Appena a inizio settimana c’era stato un altro incidente nel bacino di Gioia: un cavatore era rimasto ferito cadendo da un escavatore durante lo spostamento di un blocco di marmo.
«Questa morte bianca ci richiama a fare ancora di più, ad avere tutti quanti ancora più attenzione – ha osservato il presidente toscano Enrico Rossi – ma non sarei onesto con me stesso se non dicessi che a Carrara negli ultimi due anni tutti quanti si sono impegnati con grande rigore e dedizione. Però il rischio zero non esiste. Comunque bisogna insistere e continuare sulla strada intrapresa: dalla parte pubblica per i progetti che abbiamo fatto, ma anche da parte delle imprese sul versante della sicurezza e su quello ambientale». Unanime il cordoglio dei sindacati, da Giulia Bartoli della Fillea Cgil anche un monito: «È positivo che la Regione abbia messo su una task force sulla sicurezza nelle cave, ma si deve puntare ancora di più sulla formazione, su controlli sostanziali, sul rispetto degli orari di lavoro e dei contratti nazionali e locali, oltre che sulla qualificazione delle imprese a cui viene riconosciuto il titolo all’escavazione».

FONTE: Riccardo Chiari, IL MANIFESTO

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